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salute e benessere
Leucemie: le novità e i progressi
Fino a non molto tempo fa era considerata una malattia del sangue incurabile. Oggi, non solo è curabile ma, grazie ai nuovi farmaci, addirittura clinicamente guaribile. Questo miglioramento è stato...
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Fino a non molto tempo fa era considerata una malattia del sangue incurabile. Oggi, non solo è curabile ma, grazie ai nuovi farmaci, addirittura clinicamente guaribile. Questo miglioramento è stato paragonato alla scoperta degli antibiotici per contrastare le infezioni batteriche. Parliamo di leucemia mieloide cronaca, un tumore raro (circa sessanta casi l’anno in Toscana).
Nel complesso, le leucemie sono annualmente circa dieci in Val di Cornia ed Isola d’Elba. Un messaggio, dunque, di concreta speranza però, allo stesso modo, testimone del lungo percorso che deve accompagnare medico e paziente ad approfondire un linguaggio comune d’informazione e sensibilizzazione. Quattro le parole cardine: lealtà, fiducia, ascolto, coinvolgimento. Lo si è detto a Roma al convegno promosso da Salute Donna onlus, di cui è presidente Annamaria Mancuso.
In particolare, Felice Bombaci, del Gruppo Pazienti Leucemia Mieloide Cronica dell’Associazione Italiana Leucemie, ha sottolineato come il consenso informato del malato rappresenti il pilastro della condivisione delle scelte terapeutiche. Ma il linguaggio – si è aggiunto – non è a misura di paziente.
Ad esempio, circa i farmaci biosimilari (i cosiddetti “generici”), le Associazioni di settore chiedono che il loro processo produttivo venga garantito e certificato. I malati – si legge nel comunicato stampa – non hanno riserve verso tali farmaci, a condizione comunque che l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, si faccia garante dell’intero processo di produzione.
Dal canto suo il medico di famiglia – ha precisato Claudio Cricelli, presidente della Simg (Società Italiana Medicina Generale) – solo in Italia non può prescrivere i farmaci “innovativi”, non ha inoltre libero accesso all’informazione scientifica su di essi, ma deve farsi carico al contempo di tutti i cittadini, compresi quelli affetti da queste malattie.Gian Ugo Berti
Nel complesso, le leucemie sono annualmente circa dieci in Val di Cornia ed Isola d’Elba. Un messaggio, dunque, di concreta speranza però, allo stesso modo, testimone del lungo percorso che deve accompagnare medico e paziente ad approfondire un linguaggio comune d’informazione e sensibilizzazione. Quattro le parole cardine: lealtà, fiducia, ascolto, coinvolgimento. Lo si è detto a Roma al convegno promosso da Salute Donna onlus, di cui è presidente Annamaria Mancuso.
In particolare, Felice Bombaci, del Gruppo Pazienti Leucemia Mieloide Cronica dell’Associazione Italiana Leucemie, ha sottolineato come il consenso informato del malato rappresenti il pilastro della condivisione delle scelte terapeutiche. Ma il linguaggio – si è aggiunto – non è a misura di paziente.
Ad esempio, circa i farmaci biosimilari (i cosiddetti “generici”), le Associazioni di settore chiedono che il loro processo produttivo venga garantito e certificato. I malati – si legge nel comunicato stampa – non hanno riserve verso tali farmaci, a condizione comunque che l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, si faccia garante dell’intero processo di produzione.
Dal canto suo il medico di famiglia – ha precisato Claudio Cricelli, presidente della Simg (Società Italiana Medicina Generale) – solo in Italia non può prescrivere i farmaci “innovativi”, non ha inoltre libero accesso all’informazione scientifica su di essi, ma deve farsi carico al contempo di tutti i cittadini, compresi quelli affetti da queste malattie.Gian Ugo Berti
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