Toscana
doppio successo a teatro
Il giro del mondo in 80 anni coi ragazzi dell’arcobaleno
SAN VINCENZ0. La messa in scena de “Il giro del mondo in 80 anni” è stata l’ultima, intensa fatica dei “I ragazzi dell’arcobaleno” dell’Associazione la Provvidenza di Piombino, rappresentata al...
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SAN VINCENZ0. La messa in scena de “Il giro del mondo in 80 anni” è stata l’ultima, intensa fatica dei “I ragazzi dell’arcobaleno” dell’Associazione la Provvidenza di Piombino, rappresentata al teatro Verdi di San Vincenzo e il giorno seguente al Centro Civico Mannelli di Campiglia. Prendendo spunto dal titolo del celebre libro di Julius Verne che vince una scommessa, portando a termine la più improbabile delle sfide, così i ragazzi, quest’anno, hanno sfidato loro stessi, lanciandosi in un’impresa che al suo compimento ha lasciato stupefatti anche coloro che li seguono da anni. Lo spettacolo ha avuto come filo conduttore il racconto delle avventure di un nonno da migrante, tema attualissimo oggi, ma che incarna anche di per sé la metafora del senso di diversità di chi deve accettare e farsi accettare adeguandosi ai comportamenti di chi gli sta intorno.
Il viaggio, quindi, il tema e la crescita del nonno e di ognuno di noi, raccontata al nipotino fra culture e paesi diversi e distanti con canti e danze. Dalle diverse culture si è preso spunto per l’esibizione dei ragazzi che si sono mescolati a veri ballerini e cantanti, portando il loro contributo e la loro freschezza per la riuscita dello spettacolo. Chi stava seduto in platea, e non solo i genitori, ha seguito emozionato chi si esibiva da anni, di solito timidamente e sempre sotto suggerimento di un adulto, stavolta da solo o in coppia, magari ballando un melanconico tango, uno scatenato twist o interpretando Occidentali’s Karma, senza assistenza alcuna.
Quest’anno, nell’ambito della realizzazione dello spettacolo, si è concretizzato un anno di attività del progetto triennale “Io e l’altro: muovendoci insieme” il cui obiettivo principale è l’autonomia, l’autosufficienza e l’integrazione nella società. I laboratori che vanno dall’arte, con la realizzazione delle scenografie; all’uso della musica con intento terapeutico nello sviluppo neuro-psicomotorio attraverso l’attivazione delle risorse individuali, favorendo l’integrazione dell’individuo; la danza attraverso un percorso di movimento che sta nella profondità, nella ripetizione e nel respiro dell’esperienza; il basket e le bocce con la parte sportiva hanno aiutato notevolmente a rendere più agili i ragazzi e con la cucina, dalla scelta del menu, alla spesa dei mercati del centro per l’integrazione del tessuto urbano, alla cottura e alla messa in tavola, sono state le attività principali di quest’anno.
»Un ringraziamento speciale – commentano gli organizzatori de La Provvidenza – va a tutte quelle persone professionisti come Diletta Basso realizzatrice delle scenografie con “I ragazzi dell’Arcobaleno” Edy Bodecchi come musico terapeuta con la sua scuola di canto e Giordano Ricciardi per la danza terapia e con la scuola di danza; ai volontari che con il loro apporto logistico hanno reso possibile questo progetto. Ben vengano iniziative di questo genere che aiutano a crescere non solo chi è coinvolto sul palco, ma anche chi osserva nella consapevolezza che la “diversità” in tutte le sue accezioni, spesso significa ricchezza di stimoli alla riflessione su ogni aspetto della vita propria ed altrui. Quindi, ragazzi, soci e responsabili dell’associazione obiettivo raggiunto a tutti i livelli. Un ringraziamento alle amministrazioni di San Vincenzo e Campiglia per averci messo a disposizione i teatri». All’orizzonte, ora la partenza per il campo estivo di formazione a Folgarida (grazie al contributo della Fondazione Livorno).
Il viaggio, quindi, il tema e la crescita del nonno e di ognuno di noi, raccontata al nipotino fra culture e paesi diversi e distanti con canti e danze. Dalle diverse culture si è preso spunto per l’esibizione dei ragazzi che si sono mescolati a veri ballerini e cantanti, portando il loro contributo e la loro freschezza per la riuscita dello spettacolo. Chi stava seduto in platea, e non solo i genitori, ha seguito emozionato chi si esibiva da anni, di solito timidamente e sempre sotto suggerimento di un adulto, stavolta da solo o in coppia, magari ballando un melanconico tango, uno scatenato twist o interpretando Occidentali’s Karma, senza assistenza alcuna.
Quest’anno, nell’ambito della realizzazione dello spettacolo, si è concretizzato un anno di attività del progetto triennale “Io e l’altro: muovendoci insieme” il cui obiettivo principale è l’autonomia, l’autosufficienza e l’integrazione nella società. I laboratori che vanno dall’arte, con la realizzazione delle scenografie; all’uso della musica con intento terapeutico nello sviluppo neuro-psicomotorio attraverso l’attivazione delle risorse individuali, favorendo l’integrazione dell’individuo; la danza attraverso un percorso di movimento che sta nella profondità, nella ripetizione e nel respiro dell’esperienza; il basket e le bocce con la parte sportiva hanno aiutato notevolmente a rendere più agili i ragazzi e con la cucina, dalla scelta del menu, alla spesa dei mercati del centro per l’integrazione del tessuto urbano, alla cottura e alla messa in tavola, sono state le attività principali di quest’anno.
»Un ringraziamento speciale – commentano gli organizzatori de La Provvidenza – va a tutte quelle persone professionisti come Diletta Basso realizzatrice delle scenografie con “I ragazzi dell’Arcobaleno” Edy Bodecchi come musico terapeuta con la sua scuola di canto e Giordano Ricciardi per la danza terapia e con la scuola di danza; ai volontari che con il loro apporto logistico hanno reso possibile questo progetto. Ben vengano iniziative di questo genere che aiutano a crescere non solo chi è coinvolto sul palco, ma anche chi osserva nella consapevolezza che la “diversità” in tutte le sue accezioni, spesso significa ricchezza di stimoli alla riflessione su ogni aspetto della vita propria ed altrui. Quindi, ragazzi, soci e responsabili dell’associazione obiettivo raggiunto a tutti i livelli. Un ringraziamento alle amministrazioni di San Vincenzo e Campiglia per averci messo a disposizione i teatri». All’orizzonte, ora la partenza per il campo estivo di formazione a Folgarida (grazie al contributo della Fondazione Livorno).
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