inaugurazione venerdì
Mostra “A pelo d’acqua” Scatti di vita in mare
PIOMBINO. Venerdì alle 18, 30, nello spazio espositivo del Caffè Nanni in corso Vittorio Emanuele II, si inaugurerà la mostra fotografica “A pelo d’acqua” (sopra uno degli scatti in mostra) , per...
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PIOMBINO. Venerdì alle 18, 30, nello spazio espositivo del Caffè Nanni in corso Vittorio Emanuele II, si inaugurerà la mostra fotografica “A pelo d’acqua” (sopra uno degli scatti in mostra) , per proseguire sino alla fine di luglio. Gli autori dei 24 scatti sono Claudio Gennai, Sandro Leonelli e Milco Tonin. «Parliamo di amanti e frequentatori del nostro mare da sempre – spiega Stefano Fontana, curatore della mostra – che ci offrono delle immagini particolari fuse in un unico filo conduttore, il mare, viste da un’inconsueta angolazione, cioè a pelo d’acqua».
«Quando Stefano Fontana ci ha contattato con l’idea di esprimere il nostro punto di vista su un livello inconsueto di ripresa e cioè quello sul pelo dell’acqua, sapevamo che la richiesta risultava già da subito molto ardita, ma non impossibile – affermano i tre fotografi – L’idea ci piacque subito, sia perché molto originale, sia perché aperta a qualsiasi tipo di creatività e quindi adatta a qualsiasi gioco di inquadrature delle nostre macchine di ripresa. Attraverso questo progetto fotografico abbiamo vissuto un esaltante pezzo di storia della nostra natura che appartiene alla città, un bene prezioso, creato da quel filo di dialogo sempre aperto che abbiamo con il mondo del mare. Può apparire come un mondo di nessuno quello che affiora e sprofonda nell’acqua – concludono gli autori – invece risulta essere quello più popolato da qualsiasi specie marina e terrestre, compresa quella umana».
«Quando Stefano Fontana ci ha contattato con l’idea di esprimere il nostro punto di vista su un livello inconsueto di ripresa e cioè quello sul pelo dell’acqua, sapevamo che la richiesta risultava già da subito molto ardita, ma non impossibile – affermano i tre fotografi – L’idea ci piacque subito, sia perché molto originale, sia perché aperta a qualsiasi tipo di creatività e quindi adatta a qualsiasi gioco di inquadrature delle nostre macchine di ripresa. Attraverso questo progetto fotografico abbiamo vissuto un esaltante pezzo di storia della nostra natura che appartiene alla città, un bene prezioso, creato da quel filo di dialogo sempre aperto che abbiamo con il mondo del mare. Può apparire come un mondo di nessuno quello che affiora e sprofonda nell’acqua – concludono gli autori – invece risulta essere quello più popolato da qualsiasi specie marina e terrestre, compresa quella umana».
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