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Quanto si sta meglio dopo l’ultima sigaretta
PIOMBINO. Purchè sia l’ultima, veramente l’ultima sigaretta, sul piano medico si possono verificare positivi cambiamenti nello stato di salute, a breve, medio e lungo termine. Discorso comunque...
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PIOMBINO. Purchè sia l’ultima, veramente l’ultima sigaretta, sul piano medico si possono verificare positivi cambiamenti nello stato di salute, a breve, medio e lungo termine. Discorso comunque legato, in maniera importante, al numero degli anni in cui si sia seguita questa consuetudine (una persona su cinque in Val di Cornia ed Isola d’Elba è, mediamente, fumatore abituale), numero e tipo di sigarette quotidiane, qualità inoltre dell’ambiente in cui si sia vissuto, professionale o familiare. Dopo 30-60 minuti: ritmo cardiaco e pressione sanguigna tendono ad assumere valori più vicini alla normalità. Dopo alcune ore, cominciano a comparire i primi disturbi d’astinenza da nicotina.
Tenete duro, è il momento maggiormente critico. Dopo mezza giornata, i livelli di monossido di carbonio iniziano a scendere. Dopo alcuni giorni: odorato e gusto migliorano abbastanza. Nell’arco d’una settimana, non dovrebbero rilevarsi più tracce di nicotina nell’organismo. Dopo un mese, funzioni sanguigna e respiratoria sono migliorati a tal punto che comuni sforzi fisici risultano più semplici, mentre l’affanno cala.
Dopo alcune settimane: il tessuto polmonare inizia un lungo processo di lenta guarigione, con la ripresa del sistema ciliare delle cellule a funzione depurativa. Dopo un anno circa: si sono ridotte sensibilmente le probabilità d’ammalarsi d’una malattia di cuore, rispetto a quando non si fumi, non certo in raffronto con un non - fumatore. Discorso analogo – e non certo secondario – vale più avanti nel tempo per i tumori di gola, polmone, vescica, bocca ed esofago. Strada giusta: è quella che, buttando via il pacchetto, certamente si può iniziare ad intraprendere.
L’accortezza migliore rimane, senz’altro, quella di continuare ad essere solo degli ex-fumatori.
Gian Ugo Berti
Tenete duro, è il momento maggiormente critico. Dopo mezza giornata, i livelli di monossido di carbonio iniziano a scendere. Dopo alcuni giorni: odorato e gusto migliorano abbastanza. Nell’arco d’una settimana, non dovrebbero rilevarsi più tracce di nicotina nell’organismo. Dopo un mese, funzioni sanguigna e respiratoria sono migliorati a tal punto che comuni sforzi fisici risultano più semplici, mentre l’affanno cala.
Dopo alcune settimane: il tessuto polmonare inizia un lungo processo di lenta guarigione, con la ripresa del sistema ciliare delle cellule a funzione depurativa. Dopo un anno circa: si sono ridotte sensibilmente le probabilità d’ammalarsi d’una malattia di cuore, rispetto a quando non si fumi, non certo in raffronto con un non - fumatore. Discorso analogo – e non certo secondario – vale più avanti nel tempo per i tumori di gola, polmone, vescica, bocca ed esofago. Strada giusta: è quella che, buttando via il pacchetto, certamente si può iniziare ad intraprendere.
L’accortezza migliore rimane, senz’altro, quella di continuare ad essere solo degli ex-fumatori.
Gian Ugo Berti
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