Gioco
IL TEATRO - FAVOLA TRA UNA RISATA E LA CRUDA VERITA’
Ecco “Calendar girls”. Semplice, diretto, genuino come le interpreti sul palco; con disinvoltura spaziavano tra una risata ed una cruda verità come la malattia e la morte. Mi sono sentita come dentro...
Ecco “Calendar girls”.
Semplice, diretto, genuino come le interpreti sul palco; con disinvoltura spaziavano tra una risata ed una cruda verità come la malattia e la morte.
Mi sono sentita come dentro una fiaba, aiutata anche dalla scenografia ora bucolica, ora rigida e vittoriana.
Tutte le caricature dei personaggi erano armoniose, nessuna prevaricava sulle altre.
Una messa in scena corale, ottima.
L’infermiere, poi fotografo, poi pubblicitario è stato veramente esilarante nei suoi imbarazzi davanti ai nudi artistici delle modelle di mezza età a disposizione.
Splendida la maestra in pensione che si rimette in gioco, per una giusta causa, tra centrini e ricami; brava la mansueta casalinga Ruth che, ad un tratto, si desta e terrà testa sia alla dispotica direttrice dell’istituto che al marito fedifrago.
Tutto questo coadiuvato, supportato e condito da una coinvolgente ed esuberante Chris, ovvero Angela Finocchiaro, che non ha bisogno di presentazioni particolari; c'è solo da godere delle sue performance.
È stato affrontato un argomento spinoso, come la leucemia che ancora miete vittime nonostante la ricerca abbia fatto passi da gigante.
E come per ogni favola, anche qua abbiamo la morale e la parola d’ordine è “sensibilizzare” l’opinione pubblica; e con spettacoli così siamo davvero sulla buona strada.
Proprio il momento giusto per ricordare anche che tra poco tempo sarà Pasqua e nelle piazze italiane torneranno le uova dell’AIL ...
A buon intenditor poche parole....
Deborah Meschini
estetista e poetessa
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