Il Tirreno

Tornano le avventure del commissario Danzi detto Nero

Tornano le avventure del commissario Danzi detto Nero

PIOMBINO. Dopo "L'umore del caffè" e "Un pesce da aprire", tornano le avventure di Franco Danzi, detto Nero, commissario di polizia. Si intitola "Il matto con gli stivali" (edizioni Giovane Holden)...

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PIOMBINO. Dopo "L'umore del caffè" e "Un pesce da aprire", tornano le avventure di Franco Danzi, detto Nero, commissario di polizia. Si intitola "Il matto con gli stivali" (edizioni Giovane Holden) il nuovo romanzo di Marco Miele, scrittore piombinese, classe 1963, che di professione fa il marinaio a bordo della pilotina al porto di cittadino. "Il matto con gli stivali" viene presentato stasera, alle 19, presso la libreria Coop di via Gori.

Saranno presenti il critico Fabio Canessa (nella foto con l’autore)e la giornalista Francesca Lenzi che, insieme all'autore, parleranno del libro e degli intrighi che ancora una volta animano il piccolo paese di Ginepre, paesino inventato incastonato nella realtà paesaggistica della Val di Cornia. Qui ancora una volta si muoveranno i soliti personaggi dei precedenti romanzi, a partire proprio dal Nero che, fermandosi a casa del padre Gino, per partecipare al funerale dell'amico Leonardo Gnocchi, detto Legno, ritroverà il solito gruppo di amici, quei vecchi compagni di scuola, ormai cresciuti non solo all'interno della finzione narrativa, ma anche nell'ambito della costruzione dei personaggi.

Stavolta saranno due gli episodi di cronaca che scateneranno l'intreccio del nuovo libro di Miele: il decesso per affogamento, sulla spiaggia di Baratti, di un turista austriaco nel tentativo di salvare i suoi tre figli dalla furia delle onde, e l'omicidio dell'avvocato Marco Tavano, padre di Carla, detta Katia, che fa parte del gruppo degli amici di Nero. Proprio il commissario dovrà impegnarsi per svelare il mistero, aiutando la polizia locale. L'impostazione narrativa e linguistica la stessa già presente nell'Umore del caffè e Un pesce da aprire: scrittura scorrevole e piacevole, felicemente sospesa tra il plot giallistico e il volto di un gruppo di amici che ancora faticano a diventare adulti.

Il tutto condito dalle consuete espressioni dialettali tipiche della zona e dall'ironia ora indulgente, ora aspra, che stempera i passaggi narrativamente più forti.

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di Redazione web