Sicurezza
Alcool e fegato: ok anche i probiotici
PIOMBINO. Uno degli organi del corpo che, più di altri, sa incassare le conseguenze provocate da un uso eccessivo e prolungato di alcool, è senza dubbio il fegato. Studi in laboratorio dimostrano,...
PIOMBINO. Uno degli organi del corpo che, più di altri, sa incassare le conseguenze provocate da un uso eccessivo e prolungato di alcool, è senza dubbio il fegato. Studi in laboratorio dimostrano, infatti, che nonostante sia dotato di una solida struttura anatomica, le sue cellule perdono sempre più spesso - nel tempo - le battaglie contro l'azione delle sostanze alcooliche tossiche. Per loro, il peggior nemico. Si può così arrivare alla più comune delle malattie del fegato, la steatosi alcoolica o fegato grasso, legata all'accumulo di trigliceridi (alcune centinaia di casi in Val di Cornia ed all'Isola d'Elba). Quindi, giorno dopo giorno, l'organo aumenta di volume, provocando dolore addominale destro e nausea. In seguito, può crearsi come ulteriore complicazione un'infiammazione. Se ne è parlato al convegno, sull'argomento, promosso dalla società italiana di biologia sperimentale (SIBS) e da Bromatech. Le cure, oltre all'eliminazione dell'assunzione di bevande alcooliche, contemplano fra altri farmaci, l'apporto multivitaminico. Ma la novità dell'incontro è la prova che l'impiego di probiotici (fermenti lattici vivi che contengono batteri normalmente presenti nell'intestino tenue), a base di Lattobacillus Fermentum sono in grado di determinare un calo dell'infiammazione e la conseguente, maggior capacità difensiva del fegato dai danni dell'alcool.
Gian Ugo Berti
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