Gioco
Sabato pomeriggio tra arte e cultura in ricordo di Mascia
PIOMBINO. Conoscere la memoria dell’oggi attraverso le persone che hanno contribuito a formarla (segnando la crescita di generazioni di piombinesi). È tra gli obiettivi del neonato circolo culturale...
PIOMBINO. Conoscere la memoria dell’oggi attraverso le persone che hanno contribuito a formarla (segnando la crescita di generazioni di piombinesi). È tra gli obiettivi del neonato circolo culturale “Insieme” che organizza – sabato, dalle 16 – un primo incontro al Centro giovani De André cominciando da Luigi Alberto Mascia (nella foto); tanti gli studenti, al classico “Carducci”, vantavano l’onore di averlo docente.
Alla presidente del circolo Leonilda Martini una nota di Nilo Pucci, a lungo insegnate al liceo piombinese, oggi pure traduttore eccellente di testi russi e spesso relatore, che regala alla città uno spicchio di ricordi: «Intorno al 1957 – dice – alcuni di noi, studenti di liceo, avevamo preso l’abitudine di aggregarci nella passeggiata serale ad alcuni intellettuali che gentilmente ci accoglievano: Enzo Della Monica, Lamberto Bartoli e Luigi Alberto Mascia. Una sera Giovannino Verrocchi, da poco trasferito a Piombino da Suvereto, si accodò. Il giorno dopo, a scuola, mi disse: “Ecco perché siete bravi, la sera fate ripetizione”».
«In effetti – aggiunge – molti gli insegnamenti, i suggerimenti, le indicazioni di lettura che ricevemmo. Non voglio parlare di Alberto Mascia come insegnante, tutti quelli che hanno la fortuna di essene stati allievi, tanti, non abbisognano delle mie considerazioni, ma di Alberto come Kulturtrager, organizzatore di cultura, un’attività della quale oggi si sente una profonda mancanza. Basterebbe ricordare – spiega Pucci – la sua partecipazione alla fondazione dell’A.r.c.a.p. , associazione culturale che arrivò a più di trecento soci, organizzò concerti, spettacoli e costruì una sala da concerto in Cittadella con un pianoforte a coda acquistato con fortunose cambiali. Mascia trasformò il vecchio teatrino della banda in un teatro con tanto di galleria, foyer e bar, tutto con l’aiuto, naturalmente gratis et amore dei, degli architetti Luigi Rosselli e Gastone Del Greco».
«Tutto ciò è andato distrutto o dimenticato – sottolinea – ma Alberto non si diede per vinto e con i soliti amici fondò l’Adimos, associazione musicale, costretta allora, dopo la distruzione della sala da concerto, ad utilizzare la scomoda e afona sala della biblioteca, nella quale tuttavia hanno suonato Ornella Puliti Santoliquido, Massimo Amphiteatroff... ed altri grandi musicisti. Finita anche questa esperienza Alberto organizzò corsi, conferenze: sul Lied romantico, sul melodramma, su argomenti di letteratura e sostenne finché la salute glielo permise i corsi di letteratura italiana all’UNI3. Una vita, dedicata allo studio, alla cultura e alla sua diffusione: sarebbe giusto che oggi, in un momento in cui anche la scuola sta latitando, ci si ricordasse fattivamente del suo esempio». Al Centro giovani l’attuale e l’ex assessore alla cultura, Pellegrini e Gorini, molti ex studenti come Martina Pietrelli e Fabio Canessa (che modererà il convegno, storie ed emozioni comprese).
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