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Tanti antibiotici, troppi senza prescrizione
Tanti antibiotici, troppi. In parte sbagliano i pazienti (in linea con la media nazionale, in Val di Cornia ed Isola d’Elba circa il 30% non rispetta le prescrizioni mediche ed il 10% ricorre al “fai...
Tanti antibiotici, troppi. In parte sbagliano i pazienti (in linea con la media nazionale, in Val di Cornia ed Isola d’Elba circa il 30% non rispetta le prescrizioni mediche ed il 10% ricorre al “fai da te”, approfittando di quelli rimasti in casa. Si eccede pure negli ospedali, dove si prescrivono al 45-50% dei ricoverati, a fronte di indicazioni ufficiali che consigliano di non superare il 25-30%.
Il 7-10% contrae infezioni correlate all’assistenza ed intraospedaliere. Le più comuni: quelle respiratorie ed urinarie. All’interno, vi sono persone malate, spesso anziane e fragili, che portano dispositivi medici, come ad esempio i cateteri (più esposte alle infezioni). Situazione, che può provocare fenomeni di antibiotico - resistenza, riducendo l’effetto curativo; la Sita, Società italiana terapia antibiotica, ha lanciato una campagna d’informazione e sensibilizzazione, in collaborazione con Msd. Quattro semplici regole d’oro: assumerli sempre e solo dietro prescrizione medica, non prenderli per curare infezioni virali come raffreddore ed influenza, rispettare le dosi indicate e non interrompere la terapia per scelta propria.
Problema più complesso - è emerso dall’incontro svoltosi a Roma - perchè nella nostra complessiva assunzione di queste sostanze è coinvolto il settore veterinario, là dove non fossero seguiti i giusti tempi per eventuali trattamenti antibiotici negli animali ed il successivo consumo delle loro carni.
Gian Ugo Berti
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