Gioco
Il sogno americano di Francesca artista a New York
PIOMBINO. Quando l'arte compie un lungo viaggio e da una cittadina di provincia arriva in una grande metropoli come New York, è una vera magia. E' accaduto ad una giovane piombinese, Francesca...
PIOMBINO. Quando l'arte compie un lungo viaggio e da una cittadina di provincia arriva in una grande metropoli come New York, è una vera magia. E' accaduto ad una giovane piombinese, Francesca Robicci (nella foto). Dopo aver conseguito la laurea in Museologia all'Università di Firenze e in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Carrara, Francesca si rende conto che la provincia le sta stretta e sceglie Roma. Nella capitale prima lavora nel Museo Storico di Via Tasso, poi al Complesso del Vittoriano, nella segreteria generale. Ben presto arriva una nuova opportunità. Un imprenditore le commissiona il decoro degli interni di uno stabile in via di ristrutturazione. Il tema scelto è l'inferno di Dante. Grandi immagini accompagnate da versi e testi prendono vita, dando un nuovo aspetto ai vari ambienti, di quello che poi diventerà un B&B. Per continuare la sua ricerca Francesca vola a New York. Prima come turista conosce la città, poi come artista riesce ad instaurare i primi contatti. Nel 2016 conosce l'associazione no profit "501 See Street", che gestisce e valorizza spazi urbani, sottraendoli al degrado. A disposizione c'era l'edificio del Kew Gardens Cinema a Kew Gardens, Queens. Nel quartiere hanno vissuto molti personaggi famosi come Rodney Dangerfield (1921-2004), attore, comico, produttore, scrittore e sceneggiatore. Ottenuta l'approvazione della vedova, Francesca si è dedicata con entusiasmo alla realizzazione di quest'opera. Munita di una scala, pennelli e 14 bombolette spray di vari colori, ha lavorato ininterrottamente per tre giorni. «L'aspetto più nuovo per me - commenta - è stato il contatto con la gente. Sono infatti abituata a lavorare praticamente in solitudine, mentre qui passavano sempre molte persone e si fermavano spesso a parlare con me. Facevano a gara ad indovinare il volto del personaggio che stavo dipingendo e si complimentavano. In particolare apprezzavano il fatto che ero riuscita a dare un aspetto nuovo a questo spazio comune, attribuendogli anche un diverso ed interessante significato. Una grande soddisfazione per me, sono finalmente riuscita a portare la mia arte in questa straordinaria città, ottenendo anche un buon riscontro dalla stampa locale».
Barbara Noferi
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