Sicurezza
Uno studente tra i giurati
È finita da più di una settimana con vincitori e vinti, ma può regalare ancora una sorpresa: la mostra del cinema di Venezia (alla 73ª edizione, Leone d’oro per il miglior film “Ang Babaeng Humayo”...
È finita da più di una settimana con vincitori e vinti, ma può regalare ancora una sorpresa: la mostra del cinema di Venezia (alla 73ª edizione, Leone d’oro per il miglior film “Ang Babaeng Humayo” del regista filippino Lav Diaz). La Biennale, quest’anno, oltre a raccogliere pellicole d’autore, divi e registi di ogni nazionalità, ha avuto in giuria anche un piombinese. Alessio Romagnoli (nella foto), 25 anni, figlio del panettiere di via Torino, ha partecipato con un ruolo attivo alla mostra internazionale. «Iniziativa iniziata 4 o 5 anni fa - spiega Alessio - In pratica scuole tecniche della materia o atenei che si occupano di cinema possono mandare studenti al festival. Me lo hanno proposto i miei docenti».
Il piombinese, iscritto al corso di laurea storia e forme delle arti visive e dei nuovi media a Pisa, è così partito alla volta di Venezia per vivere da protagonista la passione della settima arte, entrando a far parte di una delle quattro giurie. La prima, la più importante, con a capo il presidente Sam Mendes, è “Venezia 73”. Le altre: Orizzonti, Opera prima e, appunto, Venezia Classici, dove ha votato Alessio, assegnando i premi per il miglior documentario sul cinema (ha vinto il francese “Le concours”) e per il miglior film restaurato, andato a “Break Up - L’uomo dei cinque palloni” di Marco Ferreri. «Presidente Roberto Andò, persona squisita - afferma Alessio - Sono stato lì una settimana, con giornate scandite da proiezioni una dietro l'altra, con poche pause dedicate a seguire conferenze e curiosare sul red carpet. Era la prima volta che andavo alla Biennale ed è stata un’esperienza bellissima». Ad Alessio manca ormai la tesi per chiudere i propri studi: «Non so che farò dopo – spiega – Sicuramente il cinema è una mia grande passione, che è aumentata nel tempo, grazie anche Fabio Canessa, mio professore al liceo, capace di accrescere il mio interesse per la materia».
Francesca Lenzi
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