Gioco
La bellezza di “Blu” grazie alla balena e all’arte di Camerini
PIOMBINO. Al museo archeologico di Populonia, con “Gli Etruschi per gioco”, alla scoperta del mondo degli Etruschi con laboratori didattici e proiezioni (oggi 17-22). Alle 21,30 c’è “Blu”, corto di...
PIOMBINO. Al museo archeologico di Populonia, con “Gli Etruschi per gioco”, alla scoperta del mondo degli Etruschi con laboratori didattici e proiezioni (oggi 17-22). Alle 21,30 c’è “Blu”, corto di Andrea Camerini.
Il ragazzo Nico e il suo cane Billo (nella foto, a Baratti) viaggiano meravigliati nello spazio e nel tempo: lo spazio è quello della nostra costa (da Livorno all’Elba, passando per Baratti), il tempo fonde fantasticamente gli Etruschi e Napoleone, una nave romana e i musei di oggi. Andrea Camerini, lasciati da parte per il momento il Troio e le pagine del Vernacoliere, ci ha fatto scoprire un lato inedito della sua creatività artistica e ha confezionato un film d’animazione, sorprendente e bellissimo, che ha scritto, disegnato, sceneggiato e montato tutto da solo (oltre 50 mila tavole che, al ritmo di 24 ogni secondo, scorrono sotto i nostri occhi secondo la ricetta artigianale del cartone animato prima dell’avvento del digitale, stile vecchia Disney).
Un omaggio intenso alla bellezza del panorama e della cultura che ci circondano, disegnato con straordinaria perizia tecnica e realizzato con una vena poetica d’insolita finezza. Dalla terrazza Mascagni di Livorno si arriva al Museo naturale del mediterraneo (e il cane Billo si ingolosisce degli ossi degli enormi cetacei) e a Villa Mimbelli (splendidamente ritratta da Camerini), dove Nico, preso per mano da Giovanni Fattori, entra dentro un quadro del maestro e, toccando con mano, sperimenta quanto i cavalli dei macchiaioli siano fatti di pittura. Anche lo spettatore, preso per mano dalle fiabesche invenzioni visive di Camerini, che procedono per fulminanti associazioni di idee, condivide lo stupore del giovane protagonista, scoprendo che è la mano di Fattori a dipingere di blu il nostro cielo. Il solito blu di una lacrima che, scendendo dal volto di Jeanne Modigliani, diventa il blu immenso del mare, in una relazione che unisce l’incanto del panorama toscano e il genio dell’arte che ce la rivela. Insieme ai due protagonisti, incontriamo Amedeo Modigliani e Pietro Mascagni, un laborioso villaggio etrusco e il generale Bonaparte, guidati da una balena che fa da personaggio conduttore di tutta l’avventura. Nutrito da storia, scienza e cultura (la consulenza scientifica è dell’archeologa Carolina Megale), alternando felici gag umoristiche a parentesi avventurose e accensioni liriche, il film trova nelle musiche di Roberto Sbolci una colonna sonora superba, dal respiro epico e dalle melodie avvolgenti, che la fanno sembrare già un classico. Prodotto dal Sistema dei Musei e Parchi della provincia di Livorno, “Blu” è lontanissimo dal documentario didascalico che aduggia spesso i lavori su commissione per propagandare i musei. Opera autonoma, di alta qualità tecnica e di originale ispirazione, che potrebbe servire, come esperimento pionieristico riuscito coi fiocchi, da modello per il futuro.
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