Sicurezza
Meduse e pinzi: uscite subito dall’acqua
PIOMBINO. Per i pinzi delle meduse Inutili i rimedi della “nonna” come pietra o sabbia calde per valutare l'estensione della lesione. Poi bagnatela con acqua di mare. Primo rimedio è uscire...
PIOMBINO. Per i pinzi delle meduse Inutili i rimedi della “nonna” come pietra o sabbia calde per valutare l'estensione della lesione. Poi bagnatela con acqua di mare. Primo rimedio è uscire immediatamente dall'acqua: in quel momento non si ha la percezione del danno e della sua estensione e dei possibili effetti. È una reazione istintiva contro l'improvviso dolore occorrerebbero temperature di almeno 40-50 gradi al fine di neutralizzare le pericolose tossine. Alla stessa maniera si comporta l'azione delle urine e dell'ammoniaca. Non sono cioè disattivanti e potrebbero, al contrario, infiammare ulteriormente la parte colpita. Principale cosa da fare è invece lavarsi con l'acqua di mare e non con quella dolce che favorirebbe l'azione delle tossine. L'acqua salata serve per pulire la pelle dalle parti di meduse rimaste attaccate e diluire le tossine non ancora penetrate. Per bloccare prurito e diffusione tossica è bene non grattarsi ed applicare un gel astringente al cloruro d'alluminio. Ce ne sono anche di quelli antizanzare da applicarsi più volte al giorno. Non hanno alcun effetto le creme al cortisone ed antistaminiche, perché entrano in azione con ritardo quando mediamente il massimo della reazione va esaurendosi . Da evitare l'esposizione al sole della parte coinvolta, coprendola anche per svariati giorni. La zona interessata tende a scurirsi perché resta sensibile alla luce solare. Prevenzione efficace: nuotare con occhialini oppure con la maschera. Le creme antimeduse prendono spunto dal pesce pagliaccio che possiede una sostanza repellente. Quelle in commercio sono attualmente associate a filtri solari. Effetti: rendono scivolosa la pelle e difficile l'aggrapparsi dei tentacoli, bloccano il sistema d'attivazione delle cellule urticanti e combattono la pressione osmotica che si forma all'interno dei nematocisti.
Gian Ugo Berti
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