Il Tirreno

Basket Serie B

«Per salire in serie A2 io ci sono. Stiamo cercando altri sponsor»

di Paolo Federighi
La festa dei giocatori del Golfo con coach Damiano Cagnazzo al termine della gara 4 contro Ruvo di Puglia (foto Paolo Barlettani)
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La festa dei giocatori del Golfo con coach Damiano Cagnazzo al termine della gara 4 contro Ruvo di Puglia (foto Paolo Barlettani)

L’intervista al presidente del Golfo Lolini al termine di una stagione da promuovere. «Il ds Cecchetti è già al lavoro per costruire la squadra in vista del prossimo anno»

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PIOMBINO. Quello che si è da poco concluso – con i gialloblù che hanno obbligato a gara 5 dei quarti di finale dei playoff la Tecnoswitch Ruvo di Puglia – è stato l’undicesimo campionato consecutivo di serie B nazionale del Basket Golfo. Il presidente Ottorino Lolini è l’artefice di questo piccolo grande primato che fa di Piombino una delle società storiche della serie cadetta.

Lolini, bilancio positivo per la stagione appena conclusa. Resta l’amaro in bocca per non essere riusciti a centrare un piazzamento migliore in regular season?

«Io credo che ci sia una certezza: il risultato che abbiamo ottenuto è stato eccezionale. Dobbiamo essere realistici. Il nostro obiettivo, in un campionato che si è dimostrato di altissimo livello, era la salvezza. Ci siamo qualificati ai playoff e abbiamo dato battaglia fino a gara 5 contro una corazzata come Ruvo di Puglia».

Nella serie il Golfo ha dato a tratti l’impressione di potercela fare, soprattutto ha mostrato un grande stato di forma. Nonostante il grande risultato, c’è del rammarico per non aver portato a casa il passaggio del turno?

«Ci davano tutti perdenti per 3-0. Ruvo ha individualità di grandissimo livello, è una delle migliori squadre della serie B e si sta giocando il salto di categoria dopo la vittoria in gara 1 contro la Fabo. Hanno un giocatore eccezionale come Jackson, al quale ho fatto personalmente i complimenti. In breve, non si può avere rammarico dopo aver giocato così bene e aver lottato fino alla fine contro una squadra simile».

Ci sarà di nuovo una rifondazione quasi totale per la stagione 2024-2025, come negli anni precedenti? Sa già il destino di coach Cagnazzo e di qualche giocatore?

«Non sappiamo niente, è ancora troppo presto. Il nostro direttore sportivo Alessandro Cecchetti sta già lavorando per capire che tipo di organico potremmo avere e se ci sono le possibilità di una riconferma di coach Cagnazzo. C’è ancora da capire cosa vorranno fare i giocatori: alcuni di loro avranno sicuramente offerte. Vediamo. Non c’è da dimenticare che il campionato dovrebbe passare da 36 a 42 squadre secondo la nuova riforma federale partita nella stagione appena terminata, e non credo che ci saranno due gironi ma probabilmente tre. Adesso è ancora tutto prematuro».

Per alcuni tifosi, dopo 11 anni di serie B nazionale, sarebbe arrivato il momento di tentare il salto di categoria. Non è giunta l’ora di fare una programmazione per tentare di salire al piano di sopra?

«Dipende molto da come reagisce la città di Piombino, dalla possibilità di aumentare il bacino di utenza. È chiaro che nella programmazione di una società c’è sempre il tentativo di fare meglio rispetto alla stagione precedente. Potremmo anche arrivare a pensare a un salto di categoria. Detto questo, in tal caso dovremmo rivedere anche la struttura sportiva, ad esempio con l’introduzione di una seconda gradinata. Sono molte le cose su cui dovremmo ragionare. Innanzitutto cerchiamo di capire il nostro bacino di utenza. Per quanto riguarda i nuovi sponsor, ci sono contatti in corso con alcune imprese locali. Io non mi tiro indietro e l’ho già detto. E non mi sarei tirato indietro neanche in questa stagione se ci fosse stata la possibilità di promozione in A2. Una cosa è obbligatoria: fare i passi non più lunghi di ciò che possiamo».

Qual è stato secondo lei il momento più difficile della stagione appena conclusa?

«Non ci sono stati momenti particolarmente difficili. Il girone d’andata poteva essere complicato perché l’affrontavamo a ranghi ridotti, invece l’abbiamo superato alla grande. Certo, ci sono stati momenti di alti e di bassi nel corso della stagione ma sono fisiologici e accadono un po’ a tutte le squadre».

Ci sono dei giocatori in particolare che sente di voler ringraziare per quest’annata?

«No, perché voglio ringraziare tutti. E quando dico tutti non mi riferisco solo ai giocatori ma anche allo staff al completo, agli addetti alle statistiche, ai commentatori, agli operatori video, ai nostri tifosi. Insomma, tutti. Perché ognuno è stato importante e determinante».


 

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