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Nuova sfida per Andrea Gherardini, dal campo alla panchina del Salivoli: «Quanto mi mancava il pallone»

di Luca Centini
Nuova sfida per Andrea Gherardini, dal campo alla panchina del Salivoli: «Quanto mi mancava il pallone»

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PIOMBINO. L’adrenalina della partita. Il divertimento e gli scherzi con i compagni di squadra durante gli allenamenti. E l’atmosfera unica che si respira all’interno dello spogliatoio. Un richiamo forte per chi ha indossato le scarpe con i tacchetti da bambino e, di fatto, non se le è più sfilate per più di 20 anni. Andrea Gherardini lo sa bene. Tanto da accettare l’ennesima sfida, per la prima volta da allenatore. Domenica scorsa ha esordito sulla panchina del Salivoli in Seconda categoria. Subito un derby, contro il Suvereto, vinto col fiato in gola (2-1) al Marianelli di Calamoresca. Il primo pieno di emozioni dopo un periodo lontano dal campo sportivo, una roba insolita per il "Ghera", uno che respira calcio fin da quando era ragazzino. Centrocampista con i piedi buoni, grinta e tanta corsa, poi difensore centrale nella fase più matura della carriera. L’inizio nelle squadre giovanili del Piombino e del Grosseto. Poi una lunga trafila dalla Serie D fino alla 2ª Categoria con Venturina, Larcianese, Massese, Cecina, Massetana, Riotorto, Piombino (sette anni con tanto di fascia di capitano), Ribolla, ancora Venturina, San Vincenzo fino al Salivoli. Con il Piombino Calcio ha vissuto anche un anno importante da direttore sportivo, nel 2019-20, quando la squadra allenata da Manuel Madau strappò il biglietto per l’Eccellenza. «Da allora avevo deciso di staccare completamente dal mondo del calcio - racconta il nuovo allenatore del Salvoli, che ha preso il posto di Enrico Giomi rimasto in sella solo per pochi giorni dopo l’uscita di Andrea Cinquemani - la società mi ha dato fiducia e la ringrazio per avermi chiamato. Ho deciso di rimettermi in discussione e di accettare la sfida. Per me è la prima volta da allenatore. Il gruppo è di qualità, dobbiamo risolvere alcuni problemi, ma sono convinto che possiamo lavorare bene». Quando ad Andrea Gherardini si chiede cosa lo ha convinto a tornare sul campo, la risposta è chiara. «Credo sia stata la voglia di mettermi ancora alla prova, è anche una questione di adrenalina», spiega. La scorsa settimana Gherardini ha svolto i primi allenamenti con il gruppo, poi ha guidato la squadra nel derby vinto con il Suvereto. «La prima cosa che ho cercato di trasmettere ai ragazzi è quanto sia importante l’attaccamento alla maglia - racconta - questo non cambia, sia che tu giochi con la Juventus, con il Piombino o con il Salivoli. Questo è quello che ho imparato giocando per anni a calcio con le maglie di tante squadre locali, fin dal settore giovanile. La domenica ci sono le partite in tv, portare la gente allo stadio è complicato. Eppure sai che quando scendi in campo rappresenti una comunità e se lo fai con impegno, allora i tifosi lo capiscono e si appassionano». Non deve essere facile per uno che ha giocato a calcio saltare lo steccato e diventare allenatore. «Alcuni giocatori erano miei compagni di squadra - racconta - do loro fiducia, ma è necessario che alla base del nostro rapporto ci sia rispetto reciproco».

Domani il Salivoli giocherà all’isola d’Elba, a Porto Azzurro. Un altro derby, un’altra impresa per mister Ghera.

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