Il Tirreno

Lo schiaffo di Avellino ha fatto bene. Il Golfo ha ritrovato la sua solidità

di Paolo Federighi
D’Antonio subisce fallo sotto canestro (foto Paolo Barlettani)
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D’Antonio subisce fallo sotto canestro (foto Paolo Barlettani)

Il tocco di Cagnazzo e dello staff si è visto soprattutto nella tenuta mentale

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PIOMBINO. Qualcosa è cambiato ( in meglio) dopo la batosta interna contro Avellino. Nelle tre partite successive – compresa quella vittoriosa di domenica scorsa contro la Logiman Crema – il Basket Golfo ha mostrato tanta solidità. Non che non l’avesse mai mostrata. Era già successo nel girone d’andata a Legnano (60-75), contro la Libertas (78-74), contro la Fabo (91-81), contro Sant’Antimo (93-73) e in alcune altre occasioni. Ma tra una prestazione di spessore e l’altra, tuttavia, erano arrivate duri colpi: - 17 a Piacenza, - 19 ad Avellino, - 20 a Cassino, - 13 (con 102 punti subiti) in casa contro la Npc Rieti. Insomma, belle vittorie intervallate da passaggi a vuoto. Il tutto in un girone d’andata giocato in nove solo in poche occasioni, perché agli allora lungodegenti Venucci e De Zardo si erano aggiunti Azzaro e poi Turel: otto rotazioni, a volte solo sette.

In questo girone di ritorno l’unico vero passaggio a vuoto è stato appunto contro Avellino in casa alla 23esima giornata. Da allora in poi, nelle successive tre partite (con due vittorie e una sconfitta) la squadra di coach Damiano Cagnazzo è cambiata. Qualcuno potrebbe dire che avere la coperta più lunga, ossia più rotazioni a disposizione, è un vantaggio non da poco rispetto al girone d’andata. Tuttavia, se il concetto in sé è giusto, a Sant’Antimo la squadra era in assoluta emergenza. Eppure nei 40 minuti dei tempi regolamentari ha subito 70 punti contro una squadra forte, con giocatori di grande livello tecnico e fisico (Kamperidis) e tra i migliori nel proprio ruolo (vedi il lungo Quarisa e il play Gallo). Quindi, dopo Avellino, le cose sono cambiate dal punto di vista mentale. È soprattutto sotto questo aspetto che è intervenuto lo staff tecnico. E sono giunte l’impresa a Montecatini contro gli Herons (tenuti a 79 punti), poi la partita di Sant’Antimo (in cui l’impresa è stata sfiorata dopo un supplementare), infine domenica in casa contro Crema: 49 punti concessi alla Logiman nei primi 20 minuti, solo 33 nella seconda metà (ma il parziale finale di 0 – 9 per i lombardi è arrivato a risultato ormai scontato).

Insomma, una squadra più solida perché salda mentalmente, forte anche nella fase difensiva oltre che in quella offensiva per la quale ha infinite soluzioni e tante bocche da fuoco. Un Golfo con una maggior convinzione nei propri mezzi, con i suoi cecchini pronti a segnare qualche punto in meno per non farli fare agli avversari – Piccone domenica contro Crema, ad esempio, è stato eccellente proprio nella fase difensiva – e con una mentalità da big, da squadra che ora sa di potersela giocare contro tutti. Maggiore attenzione, maggiore lucidità, maggiore disponibilità (usando un termine caro a coach Cagnazzo): il – 24 contro Avellino ha portato dei benefici evidenti. Adesso Piombino si trova in vantaggio negli scontri diretti con diverse possibili concorrenti per un posto ai playoff (1-1 ma differenza di + 19 con Sant’Antimo, 2-0 contro Legnano) o per la salvezza (2-0 contro Crema, 1-1 ma + 9 su Piacenza), con il derby di domenica prossima al PalaTerme contro la Gema aperto a ogni risultato (all’andata vinse la squadra di Del Re di 8 punti) e con 0-2 negli scontri diretti solo con Brianza e Avellino. La Piombino delle ultime tre partite, sperando di essere al completo con le sue 11 rotazioni tutte di alto livello, può spalmare il dispendio di energie (il tipo di gioco messo in campo dalla Solbat è evidentemente dispendioso) su tanti giocatori e consentire una grande efficienza nella fase difensiva. E, soprattutto, potrà permettere di avere continuità. La salvezza diretta è sempre più vicina. E se il Golfo riuscirà a qualificarsi per i playoff sarà un brutto cliente per tutti.


 

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