Gioco
De Zardo torna e suona la carica. «Andiamo a prenderci i playoff»
Il 24enne di Latina racconta il travaglio per il pesante infortunio al ginocchio
PIOMBINO. Salta, segna da sotto e la mette da tre punti col mancino vellutato, cattura rimbalzi e corre veloce. A tratti si è rivisto il formidabile giocatore che ha trascinato il Basket Golfo fino a metà della scorsa stagione, ossia fino al suo infortunio. Lorenzo De Zardo è tornato alla grande, sebbene per il Golfo la giornata di domenica sia culminata con una sonora sconfitta.
A 365 giorni esatti da quel brutto giorno ad Oleggio, il cestista di Latina ha ricominciato deliziando il pubblico. Intanto per 15 minuti. Per non forzare troppo. Poi pian piano si vedrà. Peccato per il risultato dei gialloblù contro la Npc Rieti, ma i piombinesi hanno potuto gioire per il suo gran ritorno in campo e per quello del capitano Mattia Venucci. Ma era proprio sul recupero di De Zardo che si concentravano i maggiori dubbi. Soprattutto perché, mentre per Venucci quello del maggio scorso è stato il primo infortunio della sua carriera, per il laziale – nonostante i suoi 24 anni – quello del 7 gennaio 2023 era addirittura il quarto (tre ai legamenti crociati e uno alla clavicola).
De Zardo, cos'ha provato nel tornare in campo dopo un anno?
«Mi sono sentito bene, anche se avrei voluto vincere. Ma sono stato felice e il pubblico mi ha emozionato con il cartellone e i cori. È stato bello. Ero carico e non ho pensato all’infortunio: volevo giocare e basta».
Come ha affrontato questa lunga riabilitazione?
«Ho lavorato inizialmente a Piacenza con il fisioterapista della Bakery, che conosco da molto tempo, e poi qui con il nostro preparatore fisico Gianluca Frolli. Entrambi hanno contribuito molto al mio recupero, così come il trattamento a base di infiltrazioni di Prp al ginocchio (Prp è l’acronimo di Platelet-Rich Plasma, in pratica plasma ricco di piastrine o gel piastrinico, nda) che ha grandi proprietà rigenerative e mi ha fatto bene. Non era semplice recuperare. Ho affrontato due operazioni: la prima il 17 febbraio 2023 al ginocchio sinistro a Reggio Emilia, che era preparatoria alla seconda, avvenuta l’8 maggio 2023, di ricostruzione del crociato. Ci vorrà un po’ per tornare al 100% ma intanto sono ripartito e questo è ciò che conta».
Torniamo a domenica: si poteva difendere meglio su Roderick?
«Direi che avere a che fare con due giocatori che segnano 64 punti insieme, con percentuali irreali come Roderick e Markovic, ti spezza le gambe. Roderick ha segnato tanti canestri in fotocopia, anche nell’unica occasione in cui l’ho marcato io. Ecco: vorrei marcarlo all’ultima giornata di ritorno a Rieti. Mi piacerebbe provare a limitarlo».
Sarà difficile inserire lei e Venucci nei meccanismi di squadra, ormai collaudati?
«Due giocatori possono spostare gli equilibri sotto tutti i punti di vista. È un’operazione non priva di difficoltà, a maggior ragione se fatta in corsa, dopo 16 giornate, in una squadra che ha sempre tenuto ritmi altissimi. Ma la sfida è proprio questa: entrare perfettamente negli ingranaggi. Si possono avere un sacco di vantaggi con un roster ricco di tanti giocatori di livello. Noi abbiamo la fortuna di avere uno staff tecnico eccezionale che saprà gestire tutto al meglio».
Ritiene ci sia tanta differenza tra Piombino e le squadre migliori della serie B1?
«No. Con Herons e Libertas, ad esempio, abbiamo vinto. Certo, fin qui le due livornesi e gli Herons si sono dimostrate le più forti ma non siamo lontani da loro».
Quale squadra ritiene possa riservare qualche sorpresa?
«Credo che Avellino, se trovasse la giusta quadra, potrebbe far paura a tutti».
Per il Golfo qual è l’obiettivo? Arrivare ai playoff?
«Sì. L’anno scorso li abbiamo mancati per un soffio, quest’anno li vogliamo giocare. Inoltre, nel girone di ritorno, vogliamo migliorare il record dell’andata di 9 vittorie e 8 sconfitte, magari ribaltando qualche scontro diretto».
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