Il Tirreno

Il Golfo ritrova il capitano

di Paolo Federighi
Il Golfo ritrova il capitano

Domenica contro Rieti l’atteso ritorno in campo di Mattia Venucci reduce da 7 mesi di stop dopo il grave infortunio in gara 5 dei play-in

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PIOMBINO. È giunto il momento. Era atteso da tutti i tifosi del Basket Golfo e finalmente, tra pochi giorni, il ritorno in campo del capitano Mattia Venucci sarà realtà. Il playmaker gialloblù aveva già previsto persino la data del rientro – il 7 gennaio 2024, appunto – subito dopo l’intervento e insieme al preparatore fisico Gianluca Frolli, che lo ha aiutato in tutto questo lungo e difficile periodo della riabilitazione.

Sono passati quasi sette mesi e mezzo da quel terribile momento. 24 maggio 2023, gara 5 dei play-in contro Oleggio: chi vince va in B Nazionale (o serie B1), chi perde va in B Interregionale (la vecchia serie B2). Dopo poco più di 8 minuti di gioco Venucci cade male e si infortuna al ginocchio destro. In lacrime viene portato in panchina dai compagni di squadra, restando lì a tifare per i suoi compagni che si dimostrano capaci di ribaltare un -18 e di vincere la partita con i due missili finali di Fabrizio Piccone. Pochi giorni dopo, arriva il verdetto: legamento crociato lesionato, edema osseo, “pizzicati” il legamento collaterale, il menisco laterale e quello mediale. Venucci si opera il 19 giugno in provincia di Parma e, dopo pochissimi giorni, è già al lavoro insieme al preparatore fisico Frolli. Con lui, come anticipato, decidono la data del ritorno: 7 gennaio 2024. L’ultima partita del girone di andata contro Npc Rieti al PalaTenda. E così sarà.

Venucci, è emozionato per il suo ritorno dopo oltre sette mesi?

«Sì, sono emozionato. È stato un percorso duro, lungo e intenso. Sono carico ma so che domenica, per me, sarà soltanto la prima di 18 partite da qui alla fine della stagione regolare».

Cos’ha provato in tutto questo tempo trascorso fuori dal campo?

«È stato il primo infortunio della mia carriera. Quindi l’ho presa come una sfida contro me stesso, una prova ulteriore da superare nella mia carriera e nella mia vita. Fin dal primo giorno dopo l’operazione mi sono messo a lavorare con Gianluca (Frolli, nda), prendendomi tutto il tempo necessario. Avrei potuto fare ritorno in campo anche prima ma sarebbe significato accelerare troppo e la squadra non ne aveva bisogno. Sono stato vicinissimo ai miei compagni e li ho sostenuti da fuori con tutto me stesso. E adesso, finalmente, è arrivato il momento di sostenerli anche in campo».

Ha avuto momenti difficili?

«Ci sono state diverse persone fondamentali per farmi sentire al meglio e non abbattermi: mia moglie Emanuela in primo luogo, la mia famiglia tutta, tutto lo staff del Basket Golfo e il presidente Ottorino Lolini. Il mio infortunio arrivava alla fine del contratto triennale con la società e quando è capitato, sul momento, ero giù. Emanuela è stata determinante da subito e non saprò mai come ringraziarla. Il presidente Lolini e lo staff mi sono stati immediatamente accanto e hanno voluto rinnovarmi la loro fiducia nonostante un infortunio così importante: lo ritengo un gesto straordinario. E penso di poterli ringraziarli solo dando tutto me stesso in campo d’ora in avanti».

E dal punto di vista fisico?

«Per quello che riguarda il ginocchio e il dolore derivato dall’infortunio, devo essere sincero: non mi ha mai dato particolari fastidi e ogni visita dall’ortopedico, l’ultima delle quali è stata lo scorso 27 dicembre, ha sempre avuto ottimi esiti».

Quanta importanza ha avuto una figura come quella di Gianluca Frolli nel suo recupero?

«Quest'infortunio ci ha unito molto. Abbiamo instaurato un’amicizia vera e bella con Gianluca. Ho un rapporto di fiducia totale verso di lui e mi sono messo nelle sue mani, è un grande professionista. Non posso che ringraziarlo per come mi ha permesso di superare l’infortunio. Di meglio, sono sicuro, non potevo avere».

Come cambierà il Golfo con Venucci di ritorno in campo?

«Dovrò adattarmi alle gerarchie che il campo, in queste prime 16 partite, ha dato. Spero di portare esperienza e leadership. Damiano (Cagnazzo, nda) e lo staff tecnico hanno fatto un lavoro certosino per creare questo bellissimo gruppo. Quando saremo al completo, anche con De Zardo e Turel, si alzerà senza dubbio il nostro livello e potremo avere molte rotazioni. Sono fiducioso, sarà bello vivere certi momenti con questa squadra».

Venucci, è pronto alla standing ovation di domenica?

«Sarà un’emozione unica. L’ennesima dimostrazione d’affetto di questa piazza nei miei confronti. Un affetto che ho sentito molto in tutti questi mesi, con i molti messaggi di fiducia e incoraggiamento e le tante persone che mi sono state vicine. Spero di ripagare i tifosi gialloblù con una vittoria nel giorno del mio esordio in questo campionato».


 

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