Il Tirreno

Il montenegrino che ama il Golfo. «Qui posso mostrare quanto valgo»

di Paolo Federighi
Zdravko Okiljevic salutato dai tifosi piombinesi in festa al PalaTenda (foto Paolo Barlettani)
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Zdravko Okiljevic salutato dai tifosi piombinesi in festa al PalaTenda (foto Paolo Barlettani)

Zdravko Okiljevic ha trovato lo spazio che gli era stato negato a Rieti e nella Pielle. Domenica l’assalto con i gialloblù alla sua ex squadra: «Difficile, ma possiamo farcela»

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PIOMBINO. Venticinque minuti di media in campo. Quasi 8 punti e 7 rimbalzi a partita, quinto nella classifica delle stoppate nel girone A di serie B1, protagonista di alcune importanti vittorie (come contro la Libertas Livorno e gli Herons di Montecatini), già alcune doppie doppie in cascina, tra cui quella di domenica sul parquet dell'Aurora Desio (10 punti e 12 rimbalzi). Chi poteva aspettarsi uno Zdravko Okiljevic così determinante?

Tutti conoscevano il potenziale del 22enne montenegrino quando è arrivato a Piombino lo scorso agosto. Ma veniva da diversi mesi alla Pielle in cui aveva toccato a fatica il parquet. E ancora si fatica a comprendere, nonostante la Pielle fosse una grande squadra anche nella passata stagione, come sia stato possibile lasciare in panchina un simile giocatore. Ora Oki (come lo chiamano gli amici) si è palesato per quello che è: un grande gioiello per la categoria, oltre che un uomo importantissimo per coach Damiano Cagnazzo e per la sua squadra.

Okiljevic, si aspettava che il suo rendimento fosse così alto?

«Sinceramente sì. Avevo bisogno di più minuti in campo e per questo motivo ero andato via da Rieti, dove giocavo dieci minuti, per andare alla Pielle, dove mi avevano detto che ne avrei giocati di più. Poi purtroppo non è andata così e adesso a Piombino, finalmente, sto giocando tanto e facendo vedere che in questa categoria ci posso stare».

A Desio avete colto una vittoria importante. Qual è stata la chiave del successo?

«Siamo partiti molto male e Desio era avanti. Poi, pian piano, abbiamo iniziato a correre e a imporre il nostro ritmo. Quando corriamo è difficile batterci. Senza Lautaro Berra per tutti quei minuti è stato difficile, ma ce l’abbiamo fatta grazie alla compattezza e alla grande unione di questo gruppo».

Com’è la sua intesa con Lautaro Berra, con il resto dei compagni e con il coach?

«Questo Basket Golfo è una squadra super, con compagni bravissimi sia come giocatori che come persone. Con Lautaro mi trovo particolarmente bene sia dentro che fuori dal campo: forse sarà per il ruolo che un po' condividiamo, per il fatto di essere stranieri o forse perché i nostri caratteri si abbinano bene. Per ciò che riguarda coach Cagnazzo, è veramente un grande allenatore: tranquillo, sempre positivo, ci dà tanta fiducia. Ha capito le mie caratteristiche e mi sta valorizzando. È bello essere in una squadra così».

Senza Venucci, De Zardo e per diverse partite anche senza Azzaro. Si aspettava che la squadra fosse comunque così in alto?

«Difficile rispondere. Posso dire che sapevo che una squadra che corre come lo facciamo noi, con la qualità tecnica che abbiamo, sarebbe stata difficile da battere. Per questo spero che ritornino presto tutti e tre e che possano farci fare un ulteriore salto di qualità».

Domenica vi aspetta il super derby contro la Pielle, la sua ex squadra. Cosa significa per lei e cosa dovrà fare il Golfo per vincere?

«Sono sicuro che daremo il massimo per imporre il nostro ritmo e per provare a vincere. Ma sarà difficile, perché la Pielle è una delle migliori squadre del girone, che potrà contare anche sul grande apporto dei loro tifosi. Ma ce la possiamo fare. Per me sarà sicuramente una bella sensazione tornare su quel parquet».

Dove potrà arrivare il Golfo?

«Questo non lo so. Noi giocheremo una partita alla volta, senza porci altri obiettivi oltre alla salvezza. Se la raggiungeremo in anticipo, dopo vedremo. Stiamo lavorando benissimo durante gli allenamenti, quindi sono fiducioso. L’importante è che i tifosi, che ci stanno dando una gran mano in questa stagione, anche domenica vengano a Livorno a fare il tifo per noi. Spero davvero di vedere tante persone coi colori gialloblù in tribuna».


 

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