Gioco
Turel. L’eroe dell’impresa di Crema. «Fortuna? Ho tirato per segnare»
Il video della bomba da dieci metri a fil di sirena sta facendo il giro del web
PIOMBINO. Quattro secondi alla fine. Cattura il rimbalzo dopo il secondo tiro libero sbagliato da Stepanovic. Corre e supera la metà campo, dove lo aiuta un blocco del giovane D’Antonio. Si alza in sospensione e lascia partire un tiro perfetto.
Quella di Mirco Turel a Crema è una prodezza che da sabato sera sta facendo il giro del web. Un tiro che ha consegnato al Basket Golfo una vittoria (76-78) che lo proietta al secondo posto dietro gli Herons, firmando la terza affermazione consecutiva. «C’era il tempo per tirare – racconta Mirco Turel – Sul mio lato c’era Almansi, che è andato dalla parte opposta per lasciarmi la strada libera. D’Antonio mi ha spianato il cammino con un blocco da giocatore esperto. Poi, da circa 10 metri, ho tirato. Fortuna? Ci può anche stare, ma non ho tirato da fondo campo: ho tirato da 10 metri e per fare canestro».
Leader silenzioso e carismatico della formazione gialloblù, la guardia/ala friulana non è nuova a prodezze di questo tipo. La sua classe e l’eleganza sono caratteristiche conosciute da anni, sia in B che in serie A2. Quando gli facciamo notare che fino al 9 su 9 finale firmato da D’Antonio e soprattutto da Piccone, Piombino non aveva tirato bene dalla lunetta, Turel è contundente. «Non è che non avevamo tirato bene – ribatte – Dalla lunetta non avevamo praticamente tirato. L’arbitraggio non è stato all’altezza, c'è poco da dire. Siamo stati da subito gravati di falli, diversi dei quali discutibili. Il solo Oboe (il play di Crema, ndr) ha tirato tanti liberi quanti ne abbiamo tirati tutti noi. Io, ad esempio, non sono mai andato in lunetta. In tutto questo c’è qualcosa che non torna». E ha ragione: Oboe ha tirato 20 tiri liberi, mentre tutto il Golfo ne ha tirati 21. Solo alla fine, con i falli sistematici di Crema, Piombino ne ha tirati 9. Tradotto: ne ha tirati quasi la metà negli ultimi tre minuti. Turel passa oltre e parla della squadra che non si è mai arresa. «Non abbiamo mai mollato – racconta – e questa è la nostra impronta. Siamo rimasti attaccati quando l’inerzia della gara era dalla loro parte. La scelta del nostro coach sui liberi di Piccone? Giusta e condivisa da tutti. Fare i due liberi e mandare un lungo in lunetta a 4 secondi dalla fine, con tanta pressione addosso, è una scelta ragionevole. E ci è andata anche bene, perché li ha sbagliati entrambi. Era difficile pensare di prendere il rimbalzo in attacco dopo un ipotetico errore di Piccone sul secondo libero e poi fare canestro».
Tra le squadre affrontate finora, Turel non ha dubbi: «Gli Herons Montecatini – dice il giocatore gialloblù – sono la squadra più forte che abbiamo incontrato. E pian piano anche la Libertas sta dimostrando di essere molto forte».
Sul futuro del Golfo, Turel è realista. «Non so dove possiamo arrivare – spiega – Ragioniamo partita per partita. Per quanto mi riguarda, mi sento bene in questa squadra. Ho un modo diverso di giocare rispetto a prima. Quest’anno abbiamo tanto talento offensivo e quindi molte armi a disposizione. Così è più facile giocare».
Domenica al PalaTenda arriva la Gema Montecatini, squadra snobbata dagli addetti ai lavori e che ora si trova insieme al Golfo a 12 punti. «Gli addetti ai lavori – afferma con la solita schiettezza Turel – non ne hanno azzeccate molte negli ultimi anni. Come si fa a snobbare una squadra che ha giocatori come Di Pizzo, Savoldelli, Mazzantini, Passoni, Korsunov, Corgnati, Mastrangelo, Angelucci eccetera?». Che conclude: «Sarà una partita difficile, un gran derby. E abbiamo bisogno di vedere il PalaTenda pieno e di poter contare sui nostri tifosi, che finora sono stati il sesto uomo del Golfo».
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