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Basket

L’intera città sogna con il Golfo, mina vagante a un passo dalle big

di Paolo Federighi
L’intera città sogna con il Golfo, mina vagante a un passo dalle big<br>

Contro Sant’Antimo altra grande prestazione della squadra di Cagnazzo

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PIOMBINO. Piombino sogna. Perché il Basket Golfo visto nel giro di pochi giorni contro Herons Montecatini e Geko Sant’Antimo è una squadra di grande valore. La città, rappresentata dal punto di vista sportivo al più alto livello proprio dal Golfo, non solo sogna, ma vuole farlo. Perché Piombino, da tanto tempo, ha anche bisogno di farlo. Giusto avere la prudenza di coach Damiano Cagnazzo, che si è posto come traguardo la salvezza e che considera ogni vittoria come un passo importante verso il raggiungimento dell’obiettivo. Prudenza e anche un po’ di realismo, in un campionato di serie B1 così equilibrato e di livello altissimo. Fatto sta che, in questo momento, dietro le due capolista Pielle ed Herons a quota 12 punti (segnalate da tutti gli addetti ai lavori, prima dell’inizio della stagione, tra le principali favorite per il salto in serie A2) ci sono il Golfo e altre cinque squadre con 10 punti. Tra queste c’è anche la sorpresa Crema, prossimo avversario dei gialloblù.

Piombino è una mina vagante che sta acquisendo anche una certa continuità e una piena consapevolezza dei propri mezzi, dopo le due pesanti sconfitte consecutive a Piacenza e ad Avellino. Non era facile reagire come hanno fatto i gialloblù: la capolista Montecatini stesa e Sant’Antimo spazzata via. Contro i campani si è vista forse la versione del Golfo più impressionante di questo inizio di campionato di serie B1, ancora di più che contro Legnano, Libertas o Herons. Contro Sant’Antimo i due lunghi Quarisa e Kamperidis – i due migliori rimbalzisti del girone – sono stati tagliati fuori dal gioco, limitati a numeri piuttosto mediocri (10 punti per il greco con il 30% dal campo, 4 punti per Quarisa). Il play Gallo, reduce da una prestazione con 12 assist, al PalaTenda ne ha distribuiti solo due. Soltanto Guido Scali e l’ex Oleggio Andrea Colussa hanno disputato una buona partita. È difficile giocare contro una Piombino che fa registrare il 50% dal campo, con 15 su 32 da tre punti, che cattura 47 rimbalzi e distribuisce quasi 20 assist. Ed è dura marcare il Gian Paolo Almansi di domenica, quasi infallibile con il suo 6 su 7 da 3 punti e il 2 su 2 da due, con 22 punti e 6 rimbalzi in 22 minuti, così come è difficile fermare un Piccone da 6 su 12 da 3 e da 24 punti e un Turel da 16 punti con quasi il 50% dal campo. Contrastare una squadra in cui l’atletismo è così spiccato che tutti catturano rimbalzi diventa un’impresa per chiunque: otto quelli firmati da Berra, sette da Okiljevic, sei da Almansi e Turel, cinque da Piccone e Cappelletti. E a proposito di quest’ultimo: otto assist e una quasi doppia doppia registrata.

Ma oltre alla squadra piena di talento, grandi mani e ottimi lunghi, c’è l’altra faccia del Golfo ed è simboleggiata da Francesco D’Antonio. Un ragazzino di 19 anni con un coraggio pazzesco: lo ricordiamo tenere testa a Planezio in quel di Legnano, ad Arrigoni contro gli Herons e, domenica, ai due lunghi di Sant’Antimo (facendo innervosire l’ex Paok Salonicco Kamperidis) e poi a Scali, che ha addirittura perso la pazienza prendendosi un fallo antisportivo. Qualcuno direbbe che «la classe operaia va in paradiso». Altri, forse più giustamente, direbbero che in paradiso permette di andarci.


 

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