Gioco
I nove tuttofare di coach Cagnazzo, così il Basket Golfo è una mina vagante
Profondità, atletismo e duttilità le armi gialloblù
PIOMBINO. In estate, durante la campagna acquisti del Basket Golfo, fu chiaro a molti che i piombinesi avrebbero composto un roster di tuttofare, di “senza-ruolo”: giocatori cioè difficilmente classificabili. In pratica, un “senza-ruolo” è capace di interpretare qualsiasi ruolo. Se necessario, è disposto a fare qualunque cosa in campo. Ebbene, i tuttofare del Golfo sono usciti allo scoperto fin dal debutto a Salerno: tutti e nove hanno catturato rimbalzi, per un totale a dir poco notevole di 55 (di cui 14 offensivi), tutti hanno segnato (almeno 5 punti), tutti e nove hanno difeso, attaccato il ferro e tirato dalla distanza.
Ma c’è di più a rendere questa squadra qualcosa di molto simile ad una mina vagante. Ci sono anche dei “panchinari di lusso”. Che giocano molto, in realtà, ma non partono in quintetto base. E rispondono ai nomi di tre nuovi acquisti gialloblù: Gian Paolo Almansi, Stefano Longo e Zdravko Okiljevic. Nella pre-season e in questa prima giornata, tutti si sono accorti del motivo per cui Almansi è tra i migliori 2002 d’Italia: tiro mortifero, doti atletiche, intelligenza. Uno che quando entra può spaccare la partita, come ha fatto a Salerno. Altro giovane di valore è Longo, classe 2003, anch’egli dotato di ottimo tiro e doti atletiche, gran difensore e assist-man (a Salerno ne ha distribuiti 5, come Turel). E poi Okiljevic: 203 centimetri, grandi fondamentali, capace di lottare sotto le plance e di bruciare la retina dalla distanza col mancino vellutato. Non bastano loro tre. Ce n’è un altro, forse inatteso per molti, che a Salerno è entrato, ha segnato 5 punti e fatto un po’ di tutto in poco meno di 8 minuti. È Francesco D’Antonio, a soli 19 anni. Anche lui in grado di garantire buoni minuti in campo.
Per quanto concerne i cinque del quintetto base, Cappelletti sta migliorando ed è capace di catturare 7 rimbalzi, Piccone si conferma uno dei giocatori più difficili da marcare del girone, il capitano (pro tempore) Azzaro è un esempio di giocatore totale, l’argentino Berra è un lungo di 208 centimetri rapido e forte sotto canestro (11 rimbalzi) e Mirco Turel, dall’alto del suo enorme talento e della maturità dei suoi 29 anni, può essere sia il finalizzatore che l’assist-man del gruppo. Ciò che abbiamo potuto già vedere, fin dalle amichevoli estive e perfino nella sconfitta contro Crema in Supercoppa, è che il talento di questo roster è davvero elevato. Pur mancando fino a gennaio i due gioielli Venucci e De Zardo, gli altri nove giocatori consentono a coach Damiano Cagnazzo una grande profondità e molte rotazioni, tanto che a Salerno solo Piccone ha giocato 30 minuti e ad eccezione di D’Antonio (che ha giocato comunque quasi 8 minuti) il giocatore meno impiegato è stato Okiljevic che ne ha giocati 14. Per la precisione, oltre ai già citati, Azzaro e Turel 29 minuti, Berra 28, Cappelletti 22, Almansi 20, Longo 16. Quest’anno dunque il Golfo può contare su 9 giocatori in grado davvero di fornire ottimi minuti in campo. In attesa che diventino 11 con il rientro dei due lungodegenti. Quattro armi preziose (profondità, talento tecnico, fisicità e duttilità) che potranno aiutare i gialloblù anche nei momenti più difficili.
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