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Di padre in figlio, favola Zanassi

di Paolo Federighi
Di padre in figlio, favola Zanassi

Franco è stato acquistato dal San Vincenzo: dopo 12 anni seguirà le orme di babbo Leo. Il campione arrivò oltre vent’anni fa dall’Argentina e portò il grande basket in Val di Corni

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SAN VINCENZO. Le storie, a volte, sembrano favole. Come quella degli Zanassi. Giorni fa, sui social del San Vincenzo Basket, è stata pubblicata la notizia dell’ingaggio, per il campionato di serie C 2023-24, di Franco Zanassi, classe 2001, Mvp dell’ultima stagione in D in Puglia con quasi 30 punti di media. Talento puro.

Primi anni 2000

Torniamo indietro. All'inizio degli anni 2000 l’Argentina sprofondò in un'epocale crisi finanziaria e sociale. Molti se ne andarono altrove, specie le famiglie con figli piccoli. Tra queste la famiglia di Leonardo Zanassi e Natalia Yanczurski: lui grande cestista della serie A argentina, classe 1974, origini italiane; lei una ragazza mora di origini siculo-polacche (Yanczurski da parte di padre, Cultrera da parte di madre). Molti includono Leonardo Zanassi nel quintetto ideale di sempre della serie A argentina. Dopo aver giocato nel Peñarol di Mar del Plata, fu protagonista in altre squadre della massima serie. Alla soglia dei 30 anni, Leonardo si mise in cerca di una squadra di serie A in Italia. Nessuna se la sentì di puntare su uno straniero non più giovane. Dove andare? In B? No. All’epoca, se non avevi fatto le giovanili in Italia, potevi giocare solo in A1 e in A2 o dalla C2 in giù. Niente C1, né B2 o B1. Si fecero avanti dalla C2 Urbania (che portò in C1) e l'anno dopo Cagli, poi San Vincenzo, dove trascorse 4 anni (con promozione in C1), intervallati da due anni con la maglia del Venturina (che portò in C1). Veder giocare quel ragazzo di 2 metri, soprannominato “la araña” (il ragno) – per le lunghe braccia e la somiglianza con Toni Kukoc – recordman mondiale di triple in una partita (13, primato durato 13 anni), era un’esperienza strepitosa per la Val di Cornia. A vederlo venivano da Piombino, Cecina, Livorno. Media di circa 30 punti, passaggi incredibili, tiratore pazzesco.

Mattia Venucci

In quel San Vincenzo allenato da Paolo Cosimi mosse i primi passi da senior, a 16 anni, Mattia Venucci, play del Basket Golfo Piombino, che ascoltava i consigli di Zanassi (per tutti “Leo”) come se questi fosse un vero padre cestistico. Con Zanassi San Vincenzo fu promosso in C1. Ciò, per Leo, significava far festa e dire addio, come ad Urbania: in C1 non poteva giocare. Si fece avanti il Basket Venturina, società di C2, a due passi da San Vincenzo (dove Leo e la famiglia vivevano). Nessun cambio di casa, cosa strana per uno abituato a farsi la valigia fin da quando aveva 15 anni e fu scelto dal Boca Juniors di Buenos Aires (che lo fece poi esordire in A a 17 anni). Natalia, donna forte, aveva trovato lavoro a Venturina, e i due bambini andavano a scuola a San Vincenzo.

Corsi e ricorsi

Il più grande, Franco, è colui che tornerà a San Vincenzo tra pochi giorni (ora è in Argentina) per giocare dove aveva giocato fino a quasi 10 anni e dove aveva dato spettacolo suo padre. A Venturina Leo giocò insieme al connazionale Pablo Crudeli, che sarà il vice allenatore di Franco a San Vincenzo. Entrambi (Zanassi e Crudeli) erano allenati da Francesco Baroni, che ora sarà il coach di Franco a San Vincenzo.

Piombinesi in piedi

Un aneddoto da brividi. Leo, con la maglia di Venturina, in una stagione incrociò in C2 Piombino, che stava scalando le categorie. Derby infuocato. L’arbitro fischiò il quinto fallo a Zanassi. Nel palazzetto de “La Pieve” di Campiglia calò il silenzio. Ad un tratto i tanti tifosi piombinesi presenti si alzarono in piedi e gli decretarono una lunga standing ovation; Leo si girò verso di loro e si batté la mano sul cuore. Tempo dopo Ottorino Lolini, presidente del Basket Golfo, salutò Zanassi dicendosi rammaricato di non aver avuto in gialloblù un giocatore così straordinario e un uomo ancor più grande. E nel settembre 2011 gli Zanassi se ne tornarono in Argentina lasciando tristezza nei due paesi in cui erano amati da tutti. Era il momento di riavvicinarsi alle loro famiglie. Tornarono nella loro città, Berisso, e Leo a 37 anni fu ingaggiato in serie B dall'Estudiantes di La Plata, dove rimase fino al 2013 ottenendo la promozione nella serie A2 e dove fu allenato da Gustavo Perez, suo primo allenatore quando era ragazzo.

Il sogno

Dal 2013 al 2018 ha giocato nell’Hogar Social. A 44 anni il ritiro, non prima di aver coronato il sogno di giocare insieme al figlio Franco, che nell’ultima partita lo sostituì e ne ricevette la maglia numero 7. Come 7 anni prima nella partita di addio a Leo al Parco Altobelli di Venturina, con Franco piccolino a sostituirlo e indossare la gigantesca maglia del padre.

Il più grande

Zanassi, che ha portato Urbania, San Vincenzo e Venturina in C1 nel 2004, 2007 e 2008, è stato il più grande giocatore, insieme a Gianni Bertolotti, che abbia mai calcato i parquet della Val di Cornia. Il destino ha voluto che Franco, qualche anno fa, tornasse in Italia per giocare ad Urbania. E ora sarà a San Vincenzo. Sembra una favola. E forse lo è.

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