Il Tirreno

Basket

Saluta il capitano dei record

di Paolo Federighi
Camillo Bianchi festeggia con la bandiera gialloblù la promozione in serie B1 (foto PaBar)
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Camillo Bianchi festeggia con la bandiera gialloblù la promozione in serie B1 (foto PaBar)

Basket Golfo Dopo 10 anni (e 299 partite) se ne va Camillo Bianchi. «È una scelta di vita: ho deciso di puntare sul lavoro oltre allo sport»

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PIOMBINO.  Capitan Camillo Bianchi dice addio al Basket Golfo. Difficile trovare le parole quando si parla di un’avventura durata ben 10 anni, di cui tre da capitano.

Se ne va l’uomo dei record: è il giocatore con più presenze nella storia del Golfo (ben 299) e più punti (oltre duemila). Se ne va l’idolo del pubblico e della Marea gialloblù, colui che nell’ultima stagione è stato il sesto uomo che entrava e restava sempre in campo giocando 30 minuti. Spesso cambiando le partite, segnando le sue triple “ignoranti”, sporcando e recuperando palloni, catturando rimbalzi. Dice addio il giocatore grintoso che dà la scossa alla squadra, che tutti ascoltano quando parla, che tutti rispettano. Se ne va “il ragazzo di Pomarance”, protagonista nelle giovanili della Mens Sana Siena e baluardo delle Nazionali di categoria.

In pratica, salvo una parentesi al Costone, la sua vita adulta Camillo Bianchi l’ha trascorsa tutta a Piombino, dove arrivò a 19 anni. Bianchi se ne va ma resta per sempre nella storia del Basket Golfo. Difficile che qualcuno possa indossare senza sentirne il peso la sua maglia numero 13.

Bianchi, è arrivato il giorno dell’ addio al Golfo: com’è stato prendere questa decisione?

«Intanto non è un addio, ma un arrivederci al quale pensavo da un po’. Una decisione sofferta, ma era giunto il momento. Hanno combaciato molte cose: la mia laurea magistrale, la promozione in B1, le mie opportunità di lavoro. Il cerchio, dopo 10 anni splendidi, si è chiuso al massimo livello. È il momento di lasciare».

Se ne va senza aver giocato la partita numero 300 in gialloblù.

«Un piccolo rammarico: non l'ho giocata per il ritardo del treno che mi doveva portare a Oleggio per gara 3 dopo la laurea magistrale».

Perchè lascia il Golfo?

«È una scelta di vita. Ho deciso di puntare tutto sul lavoro. D’altronde trovare un’occupazione al di fuori del basket era il mio obiettivo da anni, da quando mi sono iscritto all’università. E dopo la laurea magistrale quest’ambizione è diventata realtà: lavorerò in un’azienda di Piombino».

A 29 anni è nel pieno della maturità agonistica: continuerà a giocare altrove?

«Per adesso posso soltanto dire che la voglia di continuare a giocare è tanta».

Da giocatore dei record nella storia del Golfo, cosa sente di dire ai tifosi gialloblù?

«Li ringrazio infinitamente per il sostegno che mi hanno dato in questi dieci anni. Adesso sarò io il tifoso numero uno del Basket Golfo, verrò a vedere le partite e fare il tifo in prima fila, a meno che non continui a giocare e non ci siano concomitanze. A parte questo, sono arrivato a Piombino a 19 anni. Sono cresciuto con i tifosi e per i tifosi, perché sono loro ad avermi dato la forza per migliorarmi. Sono felice di averli lasciati in B1 e spero tutto il meglio per ognuno di loro».

Qual è il suo messaggio alla società Basket Golfo dopo 10 anni?

«Non basterebbe un intero articolo di una pagina per ringraziare il Basket Golfo, e riassumendo è possibile che io mi scordi qualcuno. Un grazie immenso lo devo al presidente Ottorino Lolini, che mi ha fatto sentire un figlio all’interno della grande famiglia del Golfo. Ringrazio Damiano Cagnazzo, Lorenzo Formica, Gianluca Frolli e tutto lo staff. Ripeto: il mio è un arrivederci».

Fra qualche anno, si vede in un ruolo da dirigente del Golfo?

«Ancora non riesco a proiettarmi così in avanti nel mio futuro. Ma di certo non mi precluderò niente, quindi nemmeno lo escludo».


 

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