Il Tirreno

Il giovane calciatore

Michele Paini, la punta 19enne del Piombino che sogna di fare il vigile del fuoco

di Eva Bertolacci
Michele Paini, la punta 19enne del Piombino che sogna di fare il vigile del fuoco<br>

È una promessa per l’attacco dei nerazzurri

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PIOMBINO. Quella che sta per iniziare per lui sarà la terza stagione “fra i grandi” con la maglia nerazzurra. Michele Paini fa parte della nutrita schiera dei classe 2004, tutti piombinesi, pronti a ritagliarsi un anno da protagonisti nel campionato di Promozione 2023-2024.

Cresciuto con i colori nerazzurri cuciti addosso, Michele Paini ha poi giocato per due anni con il Salivoli e uno tra le fila del Venturina prima di tornare a casa all’Atletico. «Dopo l’anno del Covid – spiega il giovane giocatore – sono tornato a Piombino dove ho giocato le ultime due stagioni. Due anni fa eravamo in Eccellenza e io giocavo nella formazione Juniores Regionale, andando ogni tanto con la prima squadra. Con i grandi segnai anche un gol contro il Fucecchio, era ottobre. Me lo ricordo bene perché era la mia prima convocazione e riuscii a segnare, una specie di record».

Si ricorda il gol che segnò?

«Recuperai palla sulla fascia sinistra e poi calciai di esterno, ne venne fuori un pallonetto: una sorta di tiro-cross che scavalcò il portiere e gonfiò la rete».

Ci parli invece dell’anno scorso.

«È stata una stagione complicata, ma ugualmente piena di soddisfazioni. Con la squadra abbiamo fatto un’impresa salvandoci con un età media di vent’anni e davvero poca esperienza, ma abbiamo messo sempre in campo tutto quello che avevamo. E questo credo che alla fine abbia fatto davvero la differenza».

Nell’ultima stagione ha segnato una sola rete, in una partita molto importante per la squadra.

«Era febbraio, era da poco iniziato il girone di ritorno e venivamo da quattro sconfitte consecutive. Giocavamo contro il Sant’Andrea e segnai, una partita in cui alla fine vincemmo 2-0 (l’altra rete la segnò Mirko Mori, nda) e tornammo a credere in noi stessi e nella salvezza. Diciamo che, oltre naturalmente alla gara dei playout vinta al “Magona” contro l’Atletico Etruria, è stata quella la partita che mi è rimasta più impressa nella mente».

Come descriverebbe le sue caratteristiche tecniche?

«Sono un attaccante che non molla mai, questa credo che possa essere la qualità che mi descrive al meglio».

Pochi fronzoli in campo e tanta sostanza insomma. Cosa si aspetta dalla prossima stagione con la maglia del Piombino?

«Di fare senz’altro meglio e di dare un maggiore contributo alla squadra, segnando anche più reti ovviamente».

Uno sguardo sulla sua vita oltre il rettangolo di gioco.

«Sono passato all’ultimo anno al Liceo delle scienze umane, in estate lavoro al Bagno Calypso alla Carbonifera. A settembre vorrei fare qualche corso per provare a entrare poi nel corpo dei Vigili del Fuoco».

Sono arrivati in queste settimane diversi volti nuovi: conosce già qualcuno dei suoi nuovi compagni d’avventura?

«Non conosco i ragazzi nuovi, ma ci sarà tempo e modo di farlo e non vedo l’ora di iniziare. Conosco però i tanti miei coetanei che sono in squadra, abbiamo cominciato a giocare a pallone da piccini e ci siamo ritrovati da grandi. C’era e c’è tutt’ora grande affiatamento. Parlo di Matteo Barchi, Thomas Martelli, Matteo Neri, Matteo Talocchini, Rocco Politi. Alla fine questa sarà la spina dorsale su cui è stato costruito il Piombino 2023-2024».


 

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