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Alibegovic, il cecchino gialloblù: «Piombino può puntare in alto»

di Paolo Federighi
Alibegovic, il cecchino gialloblù: «Piombino può puntare in alto»

Denis è stato l’arma in più nel girone di ritorno: «Siamo un grande gruppo»

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PIOMBINO. È arrivato a metà stagione con un cognome pesante sulle spalle e il morale a terra. Obiettivo: sostituire l’infortunato Lorenzo De Zardo, giocatore diverso da lui. Tanta responsabilità addosso, nonostante la quale ha disputato la sua migliore “mezza stagione” in carriera, con oltre 16 punti di media. Parliamo di Denis Alibegovic, uno dei grandi tiratori del Basket Golfo 2022-23. Nato a Udine il 15 dicembre 1999, figlio di Lejla e Teoman, leggenda della Fortitudo, e fratello di Mirza (appena promosso in A con la Vanoli Cremona) e di Amar, che ha giocato anche alla Virtus Bologna, Denis è cresciuto nelle giovanili della Cbu Udine e dell’Apu Udine, prima di trasferirsi a Roma con la Stella Azzurra dal 2015 al 2018, esordendo anche in serie B e giocando per la nazionale della Slovenia Under 20. Alto 1, 95 per 93 kg, gran tiro e ottime doti atletiche, in questa stagione è stato a tratti mortifero e decisivo. Una carriera che fino a Piombino lo ha visto giocare a Roseto in A2, nella seconda squadra del Bayern Monaco, poi in B a Fabriano, ad Ancona e a Fiorenzuola, a Chieti in A2 per mezza stagione prima di venire a Piombino.

Chi è il suo idolo?

«Il grande Drazen Petrovic».

Le sue passioni?

«Leggere, cucinare, la playstation, stare con gli amici».

Cosa le ha fatto scegliere Piombino?

«Avevo tante proposte dalla serie B, ma Piombino era la realtà migliore con la squadra migliore. Infatti siamo arrivati ad un passo dai playoff. Non siamo stati cinici nelle ultime partite».

Come si è trovato nel gruppo?

«Un gruppo super, ragazzi eccezionali. Io uscivo da una situazione frustrante, e questo gruppo per me è stato importante. Mi sono trovato bene con tutti, dal coach ai ragazzi, dallo staff alla società, serissima».

Vi sentite ancora in questi giorni?

«Sì. Mi sono sentito anche con Mattia Venucci, sono felice che l’operazione sia andata bene. Spero si riprenda presto».

Che pensa di coach Cagnazzo?

«Quando mi chiamò mi piacque subito ciò che mi disse, la sua filosofia di gioco, il suo modo di vedere il basket. Mi sono trovato benissimo sia con lui che col suo basket».

Quali i momenti più belli e quali i più brutti della stagione?

«Posso immaginare l’infortunio di De Zardo, anche se non c’ero. Da quando ci sono stato, i più brutti sono stati le ultime sconfitte in regular season, che ci hanno tolto la possibilità dei playoff. Tra i momenti più belli gara 5 contro Oleggio e la festa coi tifosi in campo».

Come reputa il suo rendimento?

«Buono, ma non sono mai soddisfatto di me. Quando Piombino mi ha preso dall’A2, l’ha fatto per cercare di andare ai playoff. Sia in attacco che in difesa potevo dare di più».

Si è trovato bene in questa città?

«Sì. Piombino è carina e tranquilla. Si mangia bene ed è sul mare».

Vorrebbe restare?

«Il mio obiettivo è andare in A2 e restarci a lungo. Se non ci dovesse essere questa possibilità, ovvio che mi piacerebbe restare».

Piombino, in b1, deve puntare in alto?

«Perché no? Dipende da ciò che vorranno il presidente e la società, dallo staff e dai giocatori che vorranno prendere. Però c’è tutto per puntare in alto».

A pesca con gli altri è mai andato?

«Mai. Non riesco a stare così tanto tempo fermo ad aspettare, non ho la pazienza per la pesca».

Chi si sente di ringraziare?

«Tutti. Piombino per avermi accolto a braccia aperte. Un ambiente bello, grandi tifosi, una società seria e compagni speciali che mi hanno ritirato su. Grazie a tutti».
 

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