Gioco
Dalla Corsica all’Elba a bordo del kayak la sfida di Gattafoni alla fibrosi cistica
Il 37enne è approdato a Marina di Campo
MARINA DI CAMPO. Alessandro Gattafoni, l’alfiere della Lega italiana fibrosi cistica (Lifc) , è un atleta che da anni va per mare a bordo del suo kayak allo scopo di sensibilizzare le persone sul tema di questa malattia. E proprio ieri ha aggiunto un’altra fase elbana al progetto “125 miglia per un respiro” giungendo a Marina di Campo, accolto e festeggiato dai presenti.
Un’azione che mira a diffondere l’informazione e appunto a sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulla fibrosi cistica, che ancora non ha una cura definitiva e risolutiva in grado di colpire le circa seimila persone affette in tutta Italia. Nel recente passato ha Gattafoni si è reso protagonista di un’analoga missione nel mare Adriatico, raggiungendo la Croazia. Una sfida anche contro se stesso per il trentasettenne marchigiano, originario di Civitanova, che è affetto a sua volta dalla malattia: per lui l’obiettivo è anche dimostrare che l’attività sportiva si può realizzare, nonostante la fibrosi cistica crei disturbi proprio ai polmoni oltre che ad altri organi.
Arrivato a Marina di Campo è stato festeggiato al bar ristorante “Il Veliero” alla presenza del sindaco Davide Montauti, della sua vice Valentina Petrocchi, del capitano di fregata Santo Altavilla (comandante del porto di Portoferraio) e ovviamente della presidente nazionale dell’associazione onlus Lifc Gianna Puppo Fornaro, giunta sull’isola insieme alla responsabile amministrativa per la Toscana dell’associaizione Ilaria Mazzi.
Nella sua speciale missione Alessandro è stato accompagnato dal suo staff, che lo segue per motivi di sicurezza con una barca a vela. Alessandro sarebbe dovuto partire da Bastia (in Corsica) , per poi compiere l’arrivo in kayak a Marina di Campo e proseguire fino a Punta Ala, dove è giunto ieri sera intorno alle 18 accolto dallo Yachting Club locale. Il programma però è stato cambiato per via di un forte vento di Scirocco, con picchi anche di 40 nodi e onde alte quasi due metri. Gattafoni, consultatosi anche col suo istruttore Giuseppe De Bernardi che agisce da 25 anni a Marciana Marina, ha deciso di attuare l’impresa raggiungendo l’isola di Capraia, un percorso più sicuro vista le condizioni meteo marine. Poi ha fatto ritorno all’Elba in condizioni più sicure.
«Ho praticato sport fin da ragazzino giungendo anche all’agonismo – racconta – prima il calcio poi anche pugilato, nascondendo la mia condizione di salute: non volevo essere considerato un “diverso” da tutti gli altri. Dopo i 35 anni ho scoperto il mare e ho deciso di comunicare a tutti la mia malattia, per far capire il bisogno di sostegno all’associazione Lifc che si occupa di ricerche per le cure. E andrò avanti con queste mie missioni. È stata un’impresa non facile questa nel Tirreno – confida – con raffiche di vento e onde importanti. Ma non ho voluto rinunciare e siamo andati a Capraia, 33 miglia per poi tornare. L’Elba è davvero troppo bella».
Dopo Punta Ala, via terra l’equipe Gattafoni sarà a Livorno e ci saranno altri festeggiamenti e momenti di informazione sulla fibrosi cistica, malattia che affligge anche diverse persone sull’isola d’Elba. Chiunque può interessarsi al tema e dare un importante aiuto alla ricerca versando un’offerta alla Lega Italiana fibrosi cistica Onlus.
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