Il Tirreno

La storia

Dal rettangolo verde alla sabbia: l’elbano Ferrini approda al Bologna Beach Soccer

di Sara Chiarei
Ferrini in azione con la maglia della Nazionale di Beach Soccer
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Ferrini in azione con la maglia della Nazionale di Beach Soccer

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PORTOFERRAIO. Tutto è iniziato dalla passione per il calcio. E passare da un campo verde ad uno ricoperto di sabbia, addirittura a livelli professionistici, il passo a volte è più breve di quanto si possa immaginare. Perlomeno lo è stato per Francesco Ferrini, 32enne di Portoferraio, che dopo aver giocato per molti anni a calcio – di cui sei nell’Atletico Piombino (disputando con la maglia nerazzurra oltre 150 partite) – ha incontrato per caso il beach soccer. E con questa disciplina è stato subito amore.

«Ho sempre giocato a calcio – racconta Ferrini – poi mi è capitato di partecipare ad alcuni tornei estivi sulla sabbia all’isola d’Elba nei quali mi sono particolarmente distinto, al punto di essere notato dal selezionatore della Nazionale. Ho iniziato a fare alcuni tornei con la maglia Azzurra, un vero sogno prima che la pandemia interrompesse tutto». Uno stop che si è risolto due settimane fa, quando Ferrini ha ricevuto la chiamata della Sampdoria Beach Soccer per giocare una competizione a cui partecipava anche il Bologna, squadra professionista che milita in serie A e che si appresta a disputare il Mondiale per club.

«Avendo fatto particolarmente bene – racconta il 32enne – il Bologna mi ha voluto tesserare fin da subito», Tant’è che fino a domani Ferrini sarà impegnato a Vasto in Coppa Italia. Il Bologna intende farlo giocare con la propria maglia per tutta la stagione estiva e per riuscirci Ferrini sta già cercando di far conciliare questo impegno la famiglia e il lavoro (è un agente assicurativo). Di certo a settembre parteciperà al Mondiale per club in Sardegna al quale la squadra del Bologna Beach Soccer è iscritto essendo 25esima nel ranking.

«Una grande soddisfazione che non mi sarei mai aspettato di vivere – commenta il giocatore elbano – è un tassello che volevo aggiungere alla mia carriera e sono felice di esserci riuscito. Già in passato ho ricevuto proposte che non ho potuto accettare a causa del lavoro, ma stavolta anche grazie ai miei colleghi sono riuscito ad organizzarmi. E poi non potevo dire di no a questa chiamata. Un ringraziamento – aggiunge – lo devo anche a mia moglie Maria Vittoria che mi sopporta e mi supporta da sempre». Ferrini oltretutto è reduce da un brutto infortunio all’anca per il quale i medici gli avevano prospettato la fine della carriera ma tenacia e determinazione alla fine lo hanno premiato. «Ho viaggiato per tre mesi dall’Elba a Udine – spiega – per essere curato al meglio e tornare a giocare. Il beach soccer? Rispetto al calcio l’ambiente è più bello – risponde Ferrini – perché si gioca sempre in spiaggia in un clima di festa. Inoltre è molto più spettacolare rispetto al calcio ordinario». Un problema è rappresentato dal fatto che in Italia esistono poche strutture al chiuso per continuare ad allenarsi anche durante il periodo invernale. Per non fermarsi Ferrini gioca a calcio nei mesi più freddi per poi tornare sulla sabbia non appena il clima lo consente.
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