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Cecchetti non si sbilancia sul futuro. «La volontà è mantenere il gruppo»

di Paolo Federighi
Cecchetti non si sbilancia sul futuro. «La volontà è mantenere il gruppo»<br>

Il direttore sportivo del Golfo tira le fila della stagione appena conclusa. «Ma per il mercato ci vuole pazienza: di certo continueremo a far divertire i tifosi»

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PIOMBINO. Quest’anno è stato il suo decimo da direttore sportivo del Basket Golfo Piombino. Lo divenne subito dopo aver riportato il Golfo in serie B da capitano.

Alessandro Cecchetti, play alto 1,76 metri, è stato uno dei più grandi giocatori di sempre originari della Val di Cornia e, soprattutto, il più veloce mai visto sul parquet. E lo è stato fino al 2012-13, a 38 anni, quando si è ritirato. Una carriera importante, la sua. Nato l’11 maggio 1975 a Campiglia Marittima, dopo il minibasket a Venturina e le giovanili tra Venturina e San Vincenzo, partendo dalla Promozione e dalla serie D è riuscito ad arrivare in serie B a Cecina, Pistoia, alla Pielle, a Ragusa (Dna), Castel San Pietro, La Maddalena, Massafra e, appunto, Piombino, dove ha giocato un lustro.

Cecchetti, chi è il suo idolo?

«Kevin Johnson, play dei Phoenix Suns».

Il presidente Lolini ha detto che è lei ad aver rivoluto coach Cagnazzo a Piombino. È così?

«Cagnazzo, qui nel 2021, aveva fatto molto bene, e a livello caratteriale ben si sposava con Piombino e le nostre idee. Quando ho saputo che poteva tornare ho avuto l’idea di richiamarlo e l’ho comunicata al presidente Lolini, che ne è stato entusiasta».

Come avete creato il roster?

«Sapevo quale fosse la sua idea di gioco. Ci siamo capiti subito sia sulla tipologia di giocatori che sui nomi, c’è stata molta intesa».

Qual era il vostro stato d’animo dopo le prime due sconfitte?

«Sapevamo che in partenza potevano esserci delle difficoltà, anche perché Legnano e Pielle erano due delle maggiori candidate alla A2. Al di là delle sconfitte, la qualità del gruppo era evidente. E l’abbiamo vista subito dopo, quando si è creata la giusta amalgama».

Dove sarebbe potuta arrivare questa squadra senza i tanti infortuni subiti in stagione?

«Dispiace per i tanti problemi che abbiamo avuto, ma ad onor del vero anche altre squadre li hanno avuti. Certo, sarebbe stato bello e forse giusto arrivare quarti e fare i playoff per l’A2. Sarebbe stato il premio per questi ragazzi eccezionali, che hanno dato il meglio giocando con leggerezza, con fiducia, con divertimento. Una squadra di grandi folate, intense e improvvise. Davvero bella».

Lo ritiene il miglior gruppo da quando lei è direttore sportivo?

«Abbiamo avuto sempre degli ottimi gruppi, che sono stati una costante e una delle nostre maggiori risorse. Giocatori e coach eccellenti. Quello di quest’anno merita un elogio particolare: è stata una fortuna riuscire a costruirlo e a vederlo realtà. In tutti questi anni il presidente Lolini ha sempre cercato di dare il massimo per la squadra. E così anche quest’anno, quando siamo venuti a conoscenza della riforma federale: l’obiettivo della B d’Eccellenza è stato fortemente voluto da tutti».

C’è già qualche conferma?

«Al momento dobbiamo fare tante valutazioni e capire ciò che va fatto per il prossimo anno. È ancora troppo presto. In questi giorni parleremo con tutti e vedremo come andare avanti. La voglia, da parte nostra, è di continuare a divertire il nostro pubblico, che è tornato dopo il Covid a gremire il Palatenda per merito di questi ragazzi. La volontà è anche quella di mantenere gran parte di questi giocatori: da qui a riuscirci la strada però è lunga. Alcuni hanno fatto un campionato importante e avranno molte richieste. Ci vorrà del tempo per veder delinearsi la squadra per la prossima stagione».

Chi vuole ringraziare per questa stagione?

«Quelli che hanno lavorato vicino alla squadra, meno visibili ma che fanno un lavoro importante. Quando arrivano i risultati, il merito è di tutti».


 

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