Sicurezza
L’Atletico riparte da dietro
Torna a vestire la maglia del Piombino il centrale Alessio Fatticcioni .«Va rigenerato l’entusiasmo: la mia esperienza al servizio dei giovani»
PIOMBINO. Gran colpo in difesa per l’Atletico Piombino. La società ha infatti annunciato nei giorni scorsi il ritorno a casa di Alessio Fatticcioni, centrale classe ’92, piombinese doc con significative esperienze in categorie superiori (su tutte l’esperienza di Gavorrano con ben 50 presenza nel biennio 2012-2014 nell’allora Serie C2). Per lui, cresciuto nel vivaio della Fiorentina, si tratta di un gradito ritorno visto che ha giocato col Piombino dal 2015 al 2018 in Eccellenza. Un innesto di sicura qualità ed esperienza nella retroguardia nerazzurra.
«Mi ha contattato Luca Barchi - racconta - e mi ha chiesto se volevo tornare a casa. La volontà da parte mia c’era ma avevo anche bisogno di una sistemazione lavorativa e in questo sono stato aiutato dal presidente Massimiliano Spagnesi».
Fatticcioni, nell’ultima stagione era titolare inamovibile nel Camaiore: che anno ha vissuto?
«È stato un campionato di Eccellenza equilibrato: il livello era alto, forse le aspettative della società (arrivata ottava, nda) erano più alte ma a livello personale sono contento. Per me si trattava della prima stagione dopo l’infortunio. Ho giocato sempre e segnato anche tre reti».
Una bella carta da spendere in area di rigore sui calci piazzati, con il gioco aereo che è sicuramente nelle sue corde. Qual è stata la sua migliore stagione?
«A pari merito, per motivi diversi, a Poggibonsi dove sono stato benissimo raggiungendo la finale playoff nel 2019 e poi l’anno successivo col Cascina dove vincemmo il campionato di Eccellenza. La stagione successiva cominciai sempre a Cascina la Serie D ma dopo appena cinque partite mi infortunai e rimasi fermo».
Con Piombino lei ha naturalmente avuto sempre un rapporto particolare: ce lo può raccontare?
«Quando ero a Camaiore la prima cosa che facevo dopo la partita era informarmi su cosa avesse fatto il Piombino. Il mio obiettivo ora è fare il meglio possibile e aiutare a riavvicinare le persone alla squadra. Fino a che in rosa c’erano solo ragazzi piombinesi c’era tanto entusiasmo intorno a noi, dobbiamo riportare quell’atmosfera e speriamo davvero di fare una bell’annata. Nella mia carriera ho vinto e ho perso, fatto i playout, i playoff, vissuto promozioni e retrocessioni. Voglio dare una mano ai ragazzi più giovani con l’esperienza che ho maturato».
In squadra troverà una decina di piombinesi, molti dal vivaio.
«Di persona non conosco nessuno dei miei nuovi compagni. Ma questo lo ritengo un bell’attestato di stima, vuol dire che la società ha lavorato bene con il vivaio. Gli approcci in prima squadra non sono mai facili ma ci sarà tempo e modo per tutti di crescere».
In panchina troverà il tecnico Antonio Brontolone: lo conosce?
«Non lo conosco, ma il suo vice è Luca Gherardini: lo conosco bene, oltre che calcisticamente, perché è uno dei miei migliori amici».
Quali sono le sue caratteristiche tecniche principali?
«Non mi definisco un incontrista, un marcatore puro. Sono più un difensore "di lettura", cerco di capire come e dove si svolgerà l’azione per intervenire al meglio. Naturalmente se c’è da buttare qualche pallone in tribuna non mi tiro indietro, come se c’è da impostare l’azione dal basso: cerco sempre di rendermi utile in quel senso. E sono stato anche un rigorista».
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