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Il mago Venucci si fa highlander. «Tornerò più forte di prima»

di Paolo Federighi
Il mago Venucci si fa highlander. «Tornerò più forte di prima»

Il playmaker sanvincenzino parla dopo il grave infortunio in gara 5 contro Oleggio. «Rimanere a Piombino? Se il Golfo mi darà questa possibilità l’accetterò volentieri»

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PIOMBINO. A terra, piangendo dal dolore, col palazzetto in silenzio. È l’immagine dell’infortunio occorso a Mattia Venucci nel primo quarto di gara 5 contro Oleggio, partita poi vinta dalla Solbat con una reazione eccezionale. Venucci ha effettuato, nella giornata di venerdì, la risonanza magnetica al suo ginocchio destro.

Venucci, qual è stato il responso della risonanza?

«Ho un edema osseo. E sono stati “pizzicati” il legamento collaterale, il menisco laterale e quello mediale. Il legamento crociato è in parte lesionato, e sarà decisiva la visita ortopedica della prossima settimana per capirne la tenuta: se non avesse perso tensione non dovrei operarmi. Altrimenti dovrei operarmi e i tempi di recupero sarebbero diversi».

Di quanto tempo si parla, in entrambe queste ipotesi?

«Nello scenario peggiore, circa sei mesi. Nella migliore potrei ricominciare ad agosto o a settembre».

È stato costretto in panchina con la squadra a -18 punti: che percezione ha avuto della gara?

«Ho percepito una scossa in tutti noi nel momento in cui Piccone ha fatto canestro da metà campo allo scadere del secondo quarto. Lì è scattato qualcosa nel gruppo».

Il Golfo si è compattato, dovendo sopperire alla sua assenza?

«Questo è un gruppo vero. Tutto è naturale tra di noi, e ciò si percepisce in campo. Quando vivi un’atmosfera simile, in campo nascono belle cose anche nell’ora più buia».

La prossima stagione sarà una storica B1 per il Golfo: vorrebbe far parte ancora della squadra?

«Indubbiamente. Voglio recuperare al più presto e tornare più forte di prima per giocarmi un campionato che sarà molto vicino ad una serie A2. Se Piombino mi darà questa possibilità, l'accetterò più che volentieri».

Il presidente Lolini ha dichiarato di sognare la serie A: anche lei crede in questa prospettiva?

«Piombino è una realtà sottovalutata nell’ambiente. Ha basi solide su cui poter costruire qualcosa d'importante e le carte in regola per ambire a un progetto simile».

Cosa sarebbe cambiato se vi foste qualificati ai playoff per l’A2?

«Meritavamo il quarto posto. Se fossimo arrivati ai playoff avremmo giocato con la nostra consueta leggerezza. Coi play-in, invece, è giunta la pesantezza del dover vincere ed è per questo che abbiamo fatto fatica ad esprimerci al meglio».

In questa stagione avevate dei “rituali” di squadra?

«Certo che sì. Tiberti era sempre l’ultimo a uscire dallo spogliatoio e l’ultimo a restare in campo prima dell’inizio della partita per fare canestro da sotto e far mettere il pallone nella cesta. Piccone poi doveva toccare il pallone da gara prima della palla a due. Io invece dovevo entrare per penultimo e Bianchi per ultimo. Fuori dal campo invece, la pesca è stato un nostro rituale: a volte a Salivoli, altre a Piombino o a San Vincenzo. Almeno una volta alla settimana dovevamo cenare insieme. E ogni giorno tantissimi messaggi. Il gruppo si è cementato anche così»

Ci dia alcune istantanee, belle e brutte, di questa stagione.

«Tre momenti belli: la tripla allo scadere di De Zardo contro Omegna, quella di Piccone a Vigevano e il palazzetto di nuovo pieno di tifosi. Il canestro di Buono che ci ha precluso i playoff è invece il momento più brutto».

Che estate trascorreranno gli “eroi” del Golfo?

«A fine mese i ragazzi dovranno lasciare le loro abitazioni. In questi giorni ceneremo insieme, il 30 con i custodi e oggi (ieri, nda) saluteremo tutti alla 24Ore al Palatenda. Ma in estate ci vedremo».

A chi si affiderà per il recupero?

«Al preparatore del Golfo Gianluca Frolli: mi fido ciecamente e mi ha permesso di essere al top per tutto l’anno».


 

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