Lutto
«Il mio sogno è arrivare in A»
L’intervista al presidente Ottorino Lolini dopo lo storico ritorno in B1 dopo 31 anni. «A Piombino abbiamo vissuto tante buone annate, ma questo gruppo resta speciale»
PIOMBINO. Durante le partite del Basket Golfo cammina su e giù e ogni tanto fa capolino da dietro il pannello che delimita il campo da gioco della serie B da quello del minibasket. Mercoledì, poi, Ottorino Lolini era emozionato come un bambino che vede avverarsi un sogno.
Presidente del Basket Golfo dal 2007, ma già a capo della nuova realtà cestistica piombinese che ripartì dalla C2 nel 2000 come Pallacanestro Piombino, Lolini è infatti prima di tutto un grande appassionato di basket. Settantadue anni compiuti da poco (è nato il 5 aprile), laureato in Ingegneria chimica all’Università di Pisa e nel mondo dell’industria dal ‘78, Lolini è amministratore delegato della Nuova Solmine e della Solbat e capogruppo della holding Sol.mar spa. E con l’ammissione alla serie B1 del prossimo anno, si prepara a vivere l’undicesima stagione consecutiva in categoria da presidente.
Lolini, questo è stato il Golfo più bello da quando è presidente?
«Delle buone annate a Piombino le abbiamo vissute. Certo, quest’anno abbiamo visto un gran basket e delle belle partite. Questo gruppo è riuscito a riportare di nuovo al palazzetto tantissima gente, a far innamorare di nuovo della pallacanestro la città. Come accadde nella semifinale playoff contro Cesena».
Quanto l’ha emozionata questa stagione dei gialloblù?
«Molto. La squadra ha superato tanti momenti duri. Sono molto emotivo, spesso non riesco a guardare la partita. Mercoledì è stato il massimo: dal meno 18, con Venucci infortunato, alla vittoria. E poi l’invasione dei tifosi. Una gioia immensa».
Sull’entità dell’infortunio di Venucci si hanno novità?
«Farà una prima risonanza oggi pomeriggio (ieri, nda). Ho provato tanta amarezza per il suo infortunio: personalmente sono molto affezionato a Mattia».
A chi è più riconoscente per quest’annata storica?
«A tutti. Ma devo dire che è stato un anno particolarmente complicato per la riforma federale e la poca chiarezza sulle nuove norme. Il direttore sportivo Alessandro Cecchetti e il coach Damiano Cagnazzo, nonostante ciò, hanno fatto un lavoro straordinario formando un gruppo fantastico, che ha sopperito con l'unione alle tante difficoltà. Vorrei anche ringraziare la società, che non sono solo io, ma è quel gruppo di volontari che si adopera affinché tutto vada bene. Sono tanti e non faccio nomi, rischierei di dimenticarne qualcuno».
Ora la B1: da quali basi riparte il Golfo Piombino?
«Un gruppo coeso e unito come questo. È ancora presto per parlare del futuro del coach e dei giocatori: Cecchetti sta già lavorando per vedere cosa si può fare. Io non sono uno da toccata e fuga, e nel lavoro mi piace la continuità. Ma ciò si scontra con possibili altre offerte e con eventuali ambizioni di alcuni giocatori. Fosse per me ripartirei da questo gruppo perché so che non sarà facile riaverne uno di questo livello sia sportivo che umano».
Dove piazzare l’asticella? C’è l’ambizione di arrivare in serie A?
«L’ambizione c’è. Finché ci sarò io, voglio che questa squadra rappresenti la città al più alto livello possibile. Ma dipende da quanto Piombino vuole far parte di questo progetto. Ciò significa ampliare il gruppo di chi vuole dare una mano finanziariamente».
È il momento di metter su un’altra tribuna lato acciaierie?
«Non ancora. Nel prossimo campionato ci scontreremo con squadre e piazze importanti, con tanti tifosi. Uno scenario diverso. Ma quello della seconda tribuna è un discorso che faremo più avanti con il Comune e con la Pallacanestro Piombino. Ci penseremo probabilmente alla fine della prossima stagione».
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