Il Tirreno

Basket Gara 3

Solbat, spezza il catenaccio!

di Paolo Federighi
Un timeout (foto Paolo Barlettani)
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Un timeout (foto Paolo Barlettani)

Dopo aver rimesso la serie in parità (1-1) il Golfo si presenta stasera al PalaVanzaghello per cercare di abbattere il serrato gioco difensivo di Oleggio e ottenere il match-point

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PIOMBINO.  In panchina, durante la vittoriosa gara 2 dei play-in contro Oleggio (73-69) che ha permesso alla Solbat Piombino di portare la serie sull’1-1, lo abbiamo visto nervoso in poche occasioni: per qualche fischio arbitrale, per qualche errore dei suoi giocatori. Niente di più. In Damiano Cagnazzo, coach del Basket Golfo, comanda sempre la tranquillità, anche nei momenti di grande concitazione.

Per chi era a bordocampo e lo poteva osservare da vicino, due sono stati i momenti di maggior pathos. Il primo ha riguardato il fallo tecnico per proteste comminato a Tiberti e che ha mandato l’infallibile Maruca (10 su 10 nei tiri liberi) a bruciare la retina dalla lunetta in un momento delicato. Il secondo fermo-immagine lo vede chiamare timeout sul 66-67 a meno di un minuto dal termine: espressione sicura, come se avesse la certezza che la propria squadra, questa volta, si sarebbe portata a casa la vittoria. Cagnazzo, tuttavia, non va oltre ciò che è accaduto, non si proietta oltre la realtà delle prime due gare della serie: sa bene che è il momento di pensare a gara 3, in programma questa sera alle 20 al PalaVanzaghello.

È cosciente della sfida che il coach di Oleggio, Gianni Nava, ha lanciato da subito al Golfo. Sfida che, peraltro, ha funzionato per un po’. «Oleggio ha deciso di sfidarci al tiro da fuori – spiega Cagnazzo – imbrigliando Venucci e Piccone. Una scelta tattica che ha pagato per una partita e mezzo, ma nel terzo e quarto periodo di gara 2 le cose sono andate meglio per noi». Oleggio sa di affrontare una delle migliori squadre del campionato, dotata di molto talento e con un tasso tecnico più alto. Nel calcio, quando una squadra di medio-bassa classifica sfida una big, di solito a cosa punta? A chiudersi in difesa, a cercare di limitare il più possibile i giocatori più forti e a colpire in contropiede. Il paragone calcistico non va molto lontano da una sorta di catenaccio cestistico – legittimo, per carità – che abbiamo visto da parte dei piemontesi di coach Nava ai danni del Golfo. Nella pratica, Oleggio cerca di limitare così la squadra più veloce e offensivamente più forte del campionato: abbassando il ritmo e ingabbiandone i cecchini. Cercando di sfiancare per poi colpire.

Ma davanti a questa tattica, cosa resta da fare alla Solbat in questa terza sfida della serie? «Niente – risponde Cagnazzo – dobbiamo continuare a giocare il nostro basket e proseguire ciò che abbiamo mostrato nella seconda metà di gara 2. Non dobbiamo cambiare niente. Dobbiamo fare il nostro gioco e fare canestro». Anche in gara 2, in alcuni frangenti della partita, la palla proprio non ne voleva sapere di entrare, anche quando le scelte di tiro erano ottime. «Abbiamo mostrato grande compattezza anche quando la palla non entrava – spiega il coach gialloblù – abbiamo dovuto elaborare la sconfitta alla penultima di regular season, e ora siamo sull’1-1. Conta vincere tre gare. Quindi andiamo ad Oleggio per prenderci gara 3».

Detto questo, l’unica ricetta per Piombino è segnare. Da fuori o in penetrazione, come ha fatto Piccone sul finale di gara 2. «Piccone – dice Cagnazzo – è stato bravo a capire di dover attaccare il canestro, perché da fuori la palla non entrava. Se segni poco da fuori, hai comunque tante altre possibilità. Ma devi segnare. In queste due partite siamo stati 15 punti sotto la nostra media del campionato. Dobbiamo seguire la strada tracciata nel terzo e nel quarto quarto di gara 2 – conclude Cagnazzo – essere compatti, prendere i rimbalzi. E giocare di squadra, aiutandoci gli uni con gli altri».


 

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