Il Tirreno

Golfo, volta pagina: c’è gara 2

di Paolo Federighi
Golfo, volta pagina: c’è gara 2

Stasera alle 21 i riflettori tornano ad accendersi sul parquet di un PalaTenda infuocato. La Solbat deve ritrovare la propria leggerezza e fluidità nel gioco per pareggiare la serie

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PIOMBINO. Neanche il tempo di mettere alle spalle la sconfitta in gara 1 (66-68) , che stasera alle 21 al Palatenda sarà tempo di gara 2 tra Solbat e Oleggio. E già ci piace dare ragione a coach Damiano Cagnazzo che, incalzato dall’addetto stampa del Golfo Stefano Stefanini, in una video-intervista pubblicata sulla pagina Facebook del Golfo dopo la sconfitta di domenica contro Oleggio, ha parlato della necessità che la squadra ritrovi la propria spensieratezza. Quella spensieratezza che l’ha fatta considerare come la più bella nel gioco per 29 giornate su 30 in regular season.

Spensieratezza e libertà che, tuttavia, a volte devono scontrarsi con la dura realtà e soprattutto con chi ha l’abitudine di andare al sodo. In fondo, è questo il crudele contesto degli spareggi.

Il divertimento

L’anima del Golfo è invece quella del divertimento. Divertirsi giocando a basket, fare della pallacanestro un’arte giocosa, bella e spontanea. Quanto entusiasmo avrebbero avuto i tifosi gialloblù senza quel gioco bellissimo, senza quella spinta quasi infantile al divertimento, che non è però un divertirsi a casaccio ma piuttosto è il farlo con coscienza? Perché giocare è una cosa seria ma non seriosa, e gli interpreti gialloblù lo sanno bene: si gioca bene e ci si diverte se lo si fa seriamente, regalando al pubblico spettacolo. Ecco: manca la spensieratezza che ha caratterizzato il Basket Golfo quest’anno per pareggiare la serie. Manca l’entusiasmo che abbiamo visto per tutta la stagione nel gioco gialloblù, non solo per andare sull’1-1, ma per riuscire a ribaltare le sorti della serie al PalaVanzaghello.

La zavorra dell’ansia

Maledetta sconfitta, quella del 30 aprile, che ha tolto il terreno sotto i piedi, che ha provocato ansia e timore, che ha appesantito il pallone in gara 1 come una zavorra. Proprio come nella vita, quando qualcosa va storto e inizi ad aver paura persino di vincere, dubitando di te stesso e delle cose all’apparenza semplici o senza particolare significato. Sarebbe sbagliato usare la formula «la Solbat ha l’obbligo di vincere» perché sa di gesso, di immobile, di statico. Sa di costrizione, di qualcosa di innaturale, mentre è proprio la naturalezza che va ricercata. Ed è anche l’unico modo per superare l’ansia che ha colpito un po’ tutti dopo le due sconfitte contro Oleggio.

Fattore campo

Perso al momento il vantaggio del fattore campo (l’hanno perso anche la Gema contro Pavia e la Libertas nei playoff contro Desio, per dire), è arrivato l’attimo di ricompattarsi, di farsi tutt’uno tra i giocatori e con il pubblico. Di spingere ad un elemento secondario quell’inerzia dovuta al fattore campo che ora pende in favore dei piemontesi.

Dannato quel 30 aprile. Le prestazioni nella quotidianità e nello sport vanno in un modo o nell’altro a seconda di quanta pressione si vive e di come la si vive. Eppure, dirà qualcuno, la settimana successiva la Solbat era andata a vincere in modo netto a Gallarate e tutto sembrava essere rientrato. Ma domenica, davanti, c’era di nuovo Oleggio, una sorta di fresco incubo. Una squadra che, dopo lo spregio, ha preso le misure a una Solbat dura e rigida. Quando un albero è duro e rigido, muore. È l’ora quindi di scalfire questo gesso e far uscire di nuovo fuori quell’anima che ha dettato più d’una poesia da parquet, quest’anno. Che è successo ad alcuni protagonisti del Golfo? Dov’è andata la loro voglia di divertirsi, la spensieratezza?

Un inno alla leggerezza

Quanto e perché quel pallone pesava così tanto? Ci sono statistiche che lasciano l’amaro in bocca: il capitano Camillo Bianchi (3 su 11 al tiro, di cui 1 su 8 da 3, con varie conclusioni forzate) , Denis Alibegovic (2 su 13 al tiro, di cui 0 su 6 da 3) e Fabrizio Piccone (4 su 14 di cui 2 su 8 da 3) non hanno brillato, mancando di quella leggerezza che hanno mostrato per mesi. E che era la loro forza. Di divertirsi avevano voglia Mattia Venucci (18 punti con 6 su 12 dal campo, 7 rimbalzi e 5 assist), Edoardo Tiberti con l’ennesima doppia doppia (12 punti e 16 rimbalzi, 4 su 9 al tiro e 4 su 5 ai liberi e 2 assist), un po’ anche Alessandro Azzaro (9 punti e 5 rimbalzi, ma con 3 su 9 al tiro) che nonostante l’infortunio ha continuato stoicamente a giocare. Confortante la prima prova dopo lo stop per infortunio per Tommaso Tintori (4 punti e 7 rimbalzi in 10 minuti) ma non si sono visti Edoardo Pedroni (due tiri sbagliati in 14 minuti) e Dario Mazzantini (idem come Pedroni) che da giovani che sono devono rientrare nella mischia con vigore.

Dall’altra parte Giacomelli, Buono e Maruca sono davvero in palla. E l’atletismo e la fisicità di Colussa è a tratti davvero incontenibile. Oleggio si sta divertendo. E ad alcuni è sorto un dubbio: ma Oleggio non è più forte dell’11° posto conquistato in classifica? Potrebbe invece essere solo una questione di fiducia: se non giochi in fiducia, rischi di far diventare fortissimo qualsiasi avversario. E se giochi in fiducia, anche se non sei fortissimo, puoi battere chiunque. Quindi ha ragione coach Cagnazzo: le armi del Golfo devono tornare a essere quell’entusiasmo, quell’allegria e quella spensieratezza che per una stagione intera hanno fatto sognare i tifosi di una città interal.


 

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