Toscana
Il capitano suona la carica ai gialloblù «Giocare queste partite è una gioia»
Bianchi è pronto per la sfida clou con la Libertas Sarà la sua 291ª presenza con la Solbat Piombino
PIOMBINO. Domenica pomeriggio al Palatenda sarà in campo da capitano davanti alla Libertas capolista, in quella che i piombinesi definiscono “la partita dell’anno”. Lui, che è cresciuto con il mito di Kobe Bryant come tanti della sua generazione, ma che considera il suo vero idolo Marco Carraretto, con cui ha giocato insieme e che definisce l’emblema di cosa fare per essere utili alla squadra. Nato l’11 marzo 1994 a Volterra, ma cresciuto a Pomarance, Camillo Bianchi è alla sua terza stagione da capitano gialloblù, ma sono ben dieci gli anni con la maglia del Basket Golfo. Domenica giocherà la sua 291esima partita in gialloblù. È recordman del Golfo per presenze e punti (oltre duemila). Ne è trascorso di tempo da quando, a 14 anni, se ne andò da Pomarance per vestire la casacca della Mens Sana Siena, con cui nel 2010 vinse lo scudetto Under 17. Un percorso giovanile di grande livello, il suo: ha giocato in tutte le Nazionali giovanili, a partire dall’Under 15, disputando gli Europei Under 16 e Under 18, con qualche convocazione nell’Italia Under 20. Il suo compagno di stanza all’Europeo Under 18 era Simone Fontecchio, che ora gioca nella Nba con gli Utah Jazz. Nel frattempo, ha pensato anche agli studi: due anni fa si è laureato in Economia e Commercio, e a metà del prossimo mese di maggio prenderà la laurea magistrale in “Mercati globali e innovazione digitale”.
Cosa significa in questo momento della sua carriera giocare una partita del genere?
«Mi dà gioia giocarla, lottare a questi livelli. Non credevo, all’inizio, che saremmo arrivati così in alto. Abbiamo cambiato allenatore e sette giocatori su dieci. Siamo stati grandi, ma abbiamo ancora molto da fare, ci aspettano quattro finali. La prima sarà domenica contro una super squadra. La cosa bella delle ultime giornate è che tutte le squadre lottano per qualcosa e i pronostici saltano, vedi Borgomanero che vince contro Vigevano l’altro giorno. Battere la Libertas, certamente, sarebbe la ciliegina sulla torta in un anno giocato alla grande».
Se le dico Libertas Livorno, cosa le viene in mente?
«Una squadra attrezzata per essere lì dov’è adesso, con due dei migliori giocatori del campionato, Fratto e Fantoni, e otto elementi di grande livello per la categoria. Mi vengono in mente coach Andreazza, che mi ha allenato a Piombino, e Francesco Fratto, con cui in un solo anno in gialloblù ho vissuto esperienze bellissime dentro e fuori dal campo. Ci sentiamo spessissimo, siamo grandi amici».
Come proverete a lottare sotto canestro contro Fratto, Fantoni e Lucarelli?
«Sarà una battaglia difficile. Anche i nostri lunghi, Tiberti, Tintori e Azzaro sono ottimi rimbalzisti. E dovremo aiutarci tutti. Sarà un lavoro di squadra anche sotto canestro: e il gruppo è davvero la nostra forza».
All'andata lottaste fino alla fine senza Piccone e De »ardo, con Pedroni subito infortunato e Tiberti a far numero...
«Fu una delle partite che ci dette la consapevolezza di poter lottare contro chiunque. Abbiamo sempre cercato di colmare le lacune create dai tanti infortuni di quest’anno. Chi entra cerca di dare qualcosa in più. Come in quell’occasione. E ogni volta i protagonisti sono diversi, ci facciamo trovare sempre pronti. Siamo consapevoli del lavoro che facciamo durante la settimana, e la domenica ne è la riprova. Quella partita, sebbene persa, fu frutto del grande gruppo che abbiamo creato da subito».
Cosa si sente di dire alla Marea Gialloblù e a tutti i tifosi del Golfo per domenica?
«Spero di vedere il palazzetto come lo fu in gara 3 contro Cesena, con tanti giovani e ragazzini. È bello veder tramandare la passione del basket dai grandi ai più piccoli. Ho vissuto alti e bassi in questi anni con la Marea, ma quest’anno l’intesa è bellissima. Vorrei il Palatenda pieno e con tanto tifo».
Cosa si sente di dire ai suoi compagni, da capitano?
«Che sono fortunato ad averli in squadra. Che siamo un gruppo incredibile. Sono persone che ascoltano e che mi ascoltano. Voglio ringraziarli per quanto hanno creato in questa stagione. Per quanto mi riguarda venivo da un anno complicato e loro, insieme al nostro coach che stimo tantissimo, mi hanno dato la forza e la voglia di tornare a giocare e a divertirmi».
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