Sicurezza
La storia a colpi di Piccone
L’azione decisiva del play della Solbat destinata a entrare nella memoria gialloblù. «Ci lavoro ogni giorno, ma con 3000 persone che ti insultano è un ricordo indelebile»
PIOMBINO. Dal palleggio al tiro passa letteralmente una frazione di secondo: nessun difensore può rendersi conto della velocità con cui il pallone lascia le mani di Fabrizio Piccone. Ed è con un’azione del genere – arresto e tiro direttamente dal palleggio, e da quasi 9 metri – che il playmaker abruzzese di Lanciano ha messo il proprio sigillo su una vittoria di squadra a tratti davvero commovente.
Uno di quei tiri che resterà nella storia del basket piombinese. Davanti c’era la capolista, la squadra più solida del campionato. Eppure dal 26-27 di inizio secondo periodo, i gialloblù di coach Damiano Cagnazzo hanno condotto quasi fino alla fine, fino alla tripla di Benites che ha impattato sul 78-78. Nella stessa azione, un grande Venucci ha i crampi e Tiberti prende un antisportivo (quinto fallo) che ha lasciato molti dubbi ai tutti i presenti al palasport. Senza Azzaro e Tiberti, quindi, senza lunghi ad affrontare la parte finale della gara che Vigevano, tra l’altro, è riuscita a rimettere totalmente in piedi e portato sul 91-89. Invece, da un rimbalzo e un fallo, Mazzantini ha avuto la freddezza di fare 2 su 2 dalla lunetta e impattare. Prima di lui avevano segnato triple quantomeno improbabili, difficilissime da realizzare, Alibegovic (in controtempo) e anche capitan Bianchi.
Mancano pochi secondi, Vigevano è in attacco. Chi scaglierà la tripla della vittoria? Ovviamente Peroni, il giustiziere del Golfo all’andata. Ma la palla rimbalza sul ferro e viene catturata da Pedroni. Mancano sette secondi. Passa la palla a Piccone che avanza tranquillo. Poi, repentino e fulmineo, scaglia un tiro da quasi 9 metri che entra pulito nel canestro avversario. Uno di quei tiri che in tutta Piombino hanno imparato a conoscere “alla Piccone”. Una prodezza, di quelle che spezzano le gambe a qualunque avversario. E poco importa se, come nel caso di domenica, di fronte si ha la capolista. Nelle sue sessioni alla fine di ogni allenamento, Piccone resta decine di minuti a lavorare sulla velocità d’esecuzione, sul tiro direttamente dal palleggio, sulla velocità di gambe, sull’uso di entrambe le mani. Piccone è questo tipo di giocatore: tanto lavoro ogni giorno per rendere sempre di più. D’altronde, se sei alto 1. 78, per essere forte qualcosa devi per forza sviluppare.
Lo raggiungiamo telefonicamente mentre porta il suo cagnolino a spasso sulla spiaggia piombinese. «Sono contento – dice il play abruzzese, che ad agosto compirà 25 anni – sono azioni su cui lavoro ogni giorno. Certo, con tremila persone che ti insultano è un po’ diverso: è un momento che ti ricorderai. Su quel movimento lavoro molto, ma in quell’istante ho cercato di spegnere il cervello: mi marcava un avversario molto più alto di me. Avevo la caviglia che mi faceva male per la distorsione del giorno prima. Ma ieri – racconta Piccone – la partita ci ha dato una gran carica. Ora andremo a Montecatini per vincere ma sappiamo che se perdessimo resteremmo comunque quarti. La squadra? È un grande gruppo, c’è poco da fare. E ora l’obiettivo del quarto posto lo vediamo tutti più vicino». Perché la prodezza finale è di Piccone, certo, ma anche stavolta cinque giocatori sono finiti in doppia cifra a fine gara.
Ma se il suo tiro entrerà di diritto nella storia della pallacanestro gialloblù, quello tra Piccone e Piombino è un amore già sbocciato da tempo. «È una città super, ci sto benissimo – spiega il playmaker del Golfo – vivo di mare e sono cresciuto sul mare. Sul fatto di restare qui, non posso dire niente fino alla fine della stagione: mi piacerebbe, di sicuro, ma dipende da molte cose che non posso decidere adesso. Quello che è certo è che i miei compagni e il coach mi stanno dando la fiducia che non ho mai avuto – rivela – spesso è vietato sbagliare e se si sbaglia si va in panchina. Con coach Cagnazzo è diverso: se sbagli si arrabbia, ma in campo ti ci lascia. È un coach di grande qualità tecnica e umana».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
