Il Tirreno

«Abbiamo smentito gli scettici»

di Paolo Federighi
Il coach Cagnazzo e l'esultzione della squadra (foto Paolo Barlettani)
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Il coach Cagnazzo e l'esultzione della squadra (foto Paolo Barlettani)

L’intervista Coach Damiano Cagnazzo a ruota libera sull’avvio sfolgorante della Solbat Dalla costruzione del gruppo alle ambizioni. Ma sul futuro si trattiene: «È ancora presto»

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PIOMBINO.  La dirigenza, in estate, lo ha voluto a tutti i costi. Il suo arrivo? Un terremoto che lasciò molti perplessi. Tra i giocatori della stagione appena conclusa, solo tre conferme: Bianchi, Venucci e Pedroni. Lentamente, insieme al direttore sportivo Alessandro Cecchetti, al suo vice Lorenzo Formica e a tutto il suo staff, ha costruito la squadra tassello per tassello. Alcuni pensarono alla mancanza di un lungo “vero”, con centimetri e peso sotto canestro. Ad aumentare i dubbi giunsero due sconfitte all’inizio del campionato. Ma coach Damiano Cagnazzo è andato diritto per la sua strada, convinto della filosofia di basket che stava infondendo nel gruppo. E i risultati gli hanno dato ragione: la squadra è migliorata partita dopo partita, e nelle successive 11 gare il Basket Golfo ha vinto ben 9 volte. Con una grande idea di pallacanestro: dinamismo, velocità, intensità in difesa e in attacco. Dispendiosa ma bella da vedere.

È nata così la Solbat targata Cagnazzo. Affrontando una difficoltà dietro l’altra, il suo Piombino ora è quarto con 18 punti, tanto cuore e grinta. Lo abbiamo intervistato tra un allenamento e l’altro in vista della ripresa del campionato.

Coach: 9 vittorie e 4 sconfitte, 18 punti e quarto posto solitario. Intanto: se l’aspettava?

«Sono cifre che devono darci la soddisfazione del lavoro svolto finora. Numeri non pronosticabili all’inizio della stagione che devono motivarci d’ora in avanti».

Cosa direbbe, oggi, a chi chiedeva un “lungo vero”, quando Piombino ha il miglior rimbalzista del campionato (Tiberti) e un altro tra i migliori (De Zardo) ?

«Lo scetticismo, inizialmente, poteva essere giustificato. Ma la squadra è stata costruita con una certa idea, per un gioco che potesse sopperire anche alle lacune mediante l’intensità, l’energia e la voglia. Questi ragazzi hanno smentito gli scettici sul campo, e non potevo davvero chiedere di meglio».

Con la coppia di piccoli più forte del girone (Piccone e Venucci) , il gran trio formato da Tiberti, De Zardo e Azzaro e altri ottimi giocatori come Bianchi, Pedroni, Tintori, Mazzantini e Rossato, la Solbat potrebbe realisticamente giocarsi anche la promozione in A2?

«Dobbiamo sempre avere l’ambizione e la voglia di guadagnarci la B1 per la stagione 2023-24. Ovviamente classificarci al quarto posto significherebbe anche giocare i playoff per la promozione in serie A2 ed evitare quella sorta di spareggi per mantenerci a livello della B1, che coinvolgeranno le squadre dal quinto al dodicesimo posto. Quindi tutta la nostra energia deve essere spesa per il raggiungimento diretto della B1: resta questa la priorità».

Due sconfitte nelle prime due partite; poi la squadra ha dimostrato di valere tanto. Cosa e chi teme di più per la prossima fase del campionato?

«Ci sono tante squadre che vorranno provare a centrare i primi quattro posti proprio per accedere ai playoff ed evitare gli spareggi. Ad esempio Legnano, la Herons Montecatini, che ha investito in modo importante nell’ultimo mese, e altre compagini di livello come Pavia ed Omegna. Non temiamo nessuno, sia chiaro, ma sappiamo che sarà molto difficile, sia per noi che per tutti gli altri, raggiungere l’obiettivo. Per questo servirà il massimo impegno da parte di tutti».

Come si trova nell’universo Golfo? Vorrebbe restare a lungo qui?

«Mi trovo benissimo a Piombino: con le persone, con lo staff, con l’ambiente. I discorsi sul futuro, in questo momento, sono però ancora prematuri. Non solo per me, ma per tutti. Dobbiamo concentrarci sul lavoro da fare nella prossima fase della stagione e basta. Certamente però posso dire che Piombino è un luogo in cui si può lavorare come a me piace. E questo è davvero importante».

Pregi e difetti della sua squadra finora? E quali reputa suoi meriti e errori commessi?

«I pregi della squadra sono l’identità e lo spirito combattivo in ogni situazione, che sono poi i motivi per cui abbiamo raggiunto il quarto posto attuale. I difetti? La mancanza di continuità nelle partite, sia difensiva che offensiva: dobbiamo provare ad essere efficaci per più tempo possibile. I miei meriti, ammesso che ne abbia, non sono certo io a doverli dire. Analizzo meglio gli errori: devo essere più incisivo e chiaro con i giocatori, nel loro coinvolgimento e nel farli sentire più ambiziosi».

Nel prossimo turno Piombino giocherà a Oleggio. Una gara particolarmente insidiosa.

«Oleggio è un campo complicato. La Mamy è una squadra pericolosa che può ottenere risultati importanti. Non dobbiamo pensare né agli altri né alla classifica ma prepararci nel migliore dei modi in questi giorni per andare là e giocarci la vittoria».

Due parole sul capitano Camillo Bianchi, recordman di presenze in maglia Golfo.

«Alcune volte le cifre non premiano il suo sforzo, ma Camillo ha una cosa unica: ha grandissimi valori, è molto intelligente e pronto a fare qualsiasi cosa in campo. Tanto di ciò che fa non va a referto, ma può determinare in positivo un’intera stagione. Sono molto contento di lavorare con lui, è una persona speciale. In ogni gara è tangibile la spinta che ci dà, è l’esempio di cosa significhi trasformare i problemi in occasioni. In campo fa la differenza».

 

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