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Solbat, mai sconfitta fu così dolce: Piombino resta tra le big del girone

di Paolo Federighi
Solbat, mai sconfitta fu così dolce: Piombino resta tra le big del girone

Contro la Libertas i due punti sfiorati per un soffio nonostante i tanti assenti

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PIOMBINO. Una sconfitta, una certezza: il Basket Golfo Piombino è tra le migliori squadre della serie B.

Ma ha perso, dirà qualcuno. Sì, ed è proprio nel momento della sconfitta sul parquet della squadra considerata da tutti la più attrezzata del girone che i ragazzi di coach Damiano Cagnazzo e del suo vice Lorenzo Formica hanno messo in chiaro quello che per alcuni era ancora un dubbio. Ricapitoliamo la puntata precedente, per chi l’avesse persa: in casa della Libertas, Piombino va a giocare senza De Zardo, con Tiberti fuori da due partite e senza allenamenti che è praticamente costretto ad andare in campo per quanto (poco) gli è possibile; con Edoardo Pedroni che ha avuto dopo pochi minuti di gioco dei problemi fisici; senza Rossato per la terza partita di fila. Questo era il quadro di partenza. Con tutti questi “senza”, in una situazione del genere, la Solbat Piombino ha lottato fino alla fine contro i labronici. Bello vedere coach Cagnazzo cambiare quintetto come se guardasse la partita dall’alto, come se il campo fosse una scacchiera su cui muovere, a turno, il cavallo, l’alfiere, la regina e il re, la torre, fino ad arroccarsi per poi riattaccare col cavallo di turno. Ed è chiaro che in situazioni di simile emergenza sia molto più semplice, per una squadra, fallire tiri dalla distanza ben costruiti: perché manca la serenità, la tranquillità, perché si ha ancora più paura di sbagliare.

Eppure, nonostante l’imbarazzante dominio a rimbalzo della Libertas (il solo Fantoni ne ha presi 17) e di conseguenza i molti possessi in più avuti dai livornesi, sarebbe bastata un po’ più di precisione dalla distanza e chissà, oggi forse parleremmo di un’altra partita, con un altro risultato. Perché fino alla fine i piombinesi ci hanno creduto, hanno sparato colpi su colpi per tornare a galla con i dardi di Bianchi, Piccone e Azzaro. Venucci stesso, difeso dai mastini di casa come si tiene a bada una belva feroce, non ha potuto sfoderare più di tanto il suo mancino vellutato. Ma alla fine, comunque, ha collezionato 10 punti, 5 rimbalzi e 5 assist per quanto “da incatenato”. Piccone invece è andato a sprazzi: in certi momenti nullo, in altri incontenibile, ma alla fine anche lui ha totalizzato i suoi soliti 20 punti, le sue cinque triple su undici tentativi, la sua grinta in tutti i suoi infiniti e rapidi andirivieni. Azzaro ha fatto quel che ha potuto, Tintori ha giocato bene e adesso ha ufficialmente il pass per stare a lungo in campo. Mazzantini è partito dal quintetto base e ha fatto anche lui ciò che ha potuto. In sintesi: hanno giocato dall’inizio alla fine, salvo qualche minuto, attaccati alla giacca dei padroni di casa come ospiti senza rispetto.

Piombino è ancora quarta e dovrà difendersi dagli attacchi degli avversari, a partire da Omegna che arriverà al PalaTenda tra pochi giorni. Ma è tutt’altra squadra da quella vista ad inizio campionato. Non solo: si tratta di una maturazione che è a vista d’occhio non solo fisica ed atletica, o di amalgama, ma anche di fede in una filosofia di gioco dispendiosa, difficile da portare avanti sempre allo stesso livello. Una filosofia di gioco “totale”, in cui il lungo deve saper portare la palla e tirare da tre, in cui si difende e si attacca in blocco, in cui è vietato restare dietro, allentare, diminuire. La maturazione dei gialloblù è soltanto iniziata, perché i margini di miglioramento ci sono e sono ampi. Ma è già lassù perché in pochissimo tempo ha costruito una mentalità da grande squadra. Bella da vedere, imprevedibile, con tanto carattere, padrona di sottili ed agilissime alchimie, rapida, sportivamente feroce quando c’è da esserlo. Piombino ha perso. Piombino è fra le migliori del campionato.


 

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