La protesta
Ora la Solbat non vuole fermarsi. Al Palatenda c’è lo scoglio Herons
Coach Cagnazzo recupera appieno le due pedine chiave: Azzaro e De Zardo I gialloblù sono tornati a ingranare e vanno a caccia della seconda vittoria in fila
PIOMBINO. Sì, l’avversario non è dei più semplici. È una squadra rognosa, da controllare subito dopo il “pronti, via”, con partenze a volte difficili da controllare e fermare (si veda l’inizio contro la Pielle, ad esempio).
L’avversario è ostico ed è ancora termale. Dopo la trasferta vincente del Basket Golfo Piombino a Montecatini contro la Gema nell’ultimo turno, al Palatenda arriva questa sera alle 18 la Herons Montecatini di coach Barsotti (ex di San Miniato).
Per la Herons una sola vittoria, al debutto in campionato contro San Bernardo Langhe Roero, e poi due sconfitte: di soli tre punti sul parquet della forte 3G Electronics Legnano e poi l’ultima, in casa, netta e dolorosa, contro la Pielle per 74-93, dopo un avvio che sembrava disegnare tutto un altro incontro.
Piombino non si può fermare adesso, dopo i primi due punti conquistati nel terzo turno di questo girone A della serie B nazionale. Partita difficile, dicevamo, è vero, ma i due punti sono obbligatori come lo erano la settimana scorsa. Una Solbat che, tra le altre cose, ha recuperato appieno Azzaro e De Zardo, due delle pedine chiave della squadra: il primo dall’infortunio alla schiena che ne ha minato fin qui le prestazioni, relegandolo spesso in panchina o in campo al 40 per cento delle possibilità; il secondo, invece, che è tornato – proprio a Montecatini – il giocatore determinante che tutti avevamo conosciuto nel pre-campionato e negli anni scorsi: rimbalzista, duttile, gran mano nel pitturato e da fuori, grandi doti atletiche unite ad una pregevole tecnica. A Montecatini 12 rimbalzi (di cui 8 offensivi) e 9 punti in poco più di 20 minuti. C’è di più. Prosegue la grande forma dei due leader Mattia Venucci e Fabrizio Piccone, Bianchi è la solita sicurezza, mentre Pedroni sta sempre più minuti in campo (e bene), Tiberti prosegue su livelli ottimi in ogni partita e ci sono segnali confortanti sui miglioramenti dei giovani Tintori, Mazzantini e Rossato. Dieci giocatori da ruotare. La squadra, adesso, c’è. Si è ripresa. È tornata a ingranare. Vincere domenica, per la Solbat, significa essere nella fascia che conta, nella classifica che le compete, con le ambizioni di poterci restare. La Herons è una neopromossa con un eccellente allenatore che ha portato San Miniato ad un passo dalla A2, con giocatori di esperienza e prestigio come Carpanzano e Natali, ex A2, entrambi grandi realizzatori. Con il labronico classe 2002 Costantino Bechi, il veloce Laffitte, il rimbalzista Casoni.
Tanto per citarne alcuni, ovviamente, visto che i termali possono contare su un lunga ed importante panchina. Non sono fisicamente potenti e non hanno centimetri, è vero, non hanno le caratteristiche per dominare sotto canestro ma sono dinamici: pressano a tutto campo, difendono bene, sono veloci.
Una compagine, ci sia permesso il termine, “fastidiosa”. Con prerogative, peraltro, simili a quelle della Solbat: pressione sulla palla, dinamismo, difesa asfissiante, ritmi alti. Tuttavia la Solbat, diciamola tutta, ha incontrato di peggio finora, soprattutto nelle prime due partite: una Legnano che si è confermata tra le big e una Pielle che è ancora imbattuta, in viaggio a braccetto con i cugini della Libertas in cerca della serie A2.
I gialloblù non hanno scelta neanche in questo quarto turno: vincere, arrivare a quota 4 punti in classifica, poter giungere a 6 la prossima settimana battendo Varese e potendo vedere i primi della classe da un’altezza giusta, quella delle prime otto, che è l’obiettivo di inizio campionato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
