Gioco
Serena Gazzola, l’arciera di Piombino è tornata dalla Slovenia con l’argento mondiale
L’azzurra ha vinto l'argento nella categoria di tiro con l’arco “compound unlimited”. «Un’esperienza unica e faticosa in cui i giorni di gara si sono susseguiti senza sosta»
PIOMBINO. È con un bagaglio di esperienze ma soprattutto una medaglia d'argento, ottenuta alla prima partecipazione mondiale, che Serena Gazzola – arciera piombinese classe '82 – è rientrata dalla Slovenia, dove quest'anno si sono tenuti i campionati mondiali di tiro con l'arco da caccia Hdh-Iaa.
«Un'esperienza unica e faticosa – racconta, felice – in cui i giorni di gara si sono susseguiti senza sosta e fare gruppo con gli altri italiani è stato fondamentale». Serena, infatti, che ha vinto l'argento nella categoria compound unlimited, era una dei trentuno atleti arrivati in Slovenia dall'Italia, di cui diciannove rappresentanti della Nazionale e gli altri iscritti alla federazione e partecipanti come esterni.
«Come Nazionale dormivamo in un Hotel separato – spiega – ma per il resto del tempo eravamo tutti insieme. Ho imparato tanto in questi giorni, sia in gara che fuori. Al di là della competizione, confrontarsi con atleti dalla lunga esperienza è sempre un modo per crescere e migliorare».
Per questo, Serena ci tiene a ringraziare chi ha reso quest'esperienza tanto speciale. «La Fidasc, Federazione Italiana discipline armi sportive da caccia, senza la quale niente di tutto ciò sarebbe stato possibile, la Società le Aquile nere di Suvereto, il circolo Magona di Piombino, il tecnico responsabile della Nazionale Paolo Rossi e tutti i componenti della squadra. Ci siamo trovati come gruppo, siamo diventati famiglia e alla fine ci siamo salutati come amici».
Un gruppo, quello trovato, fondamentale per affrontare giornate in cui le gare duravano anche dodici ore.
«Tra selezioni in singolo e squadra e finali, ho tirato per ben cinque giorni, di cui due sotto la pioggia. Questa tipologia di gara è così, esci dall'hotel la mattina alle 6.30 e rientri a sera. E, essendo le gare in contemporanea, ad ogni piazzola di tiro puoi trovarti accanto chiunque. Alla fine delle selezioni, solo sei per ogni categoria passavano in finale. A quel punto sapevo di potermela giocare ma arrivare seconda, dietro solo all'atleta Slovena che giocava in casa, è stata una soddisfazione indescrivibile. Tra l'altro in questi paesi chi gareggia lo fa per lavoro, c'è proprio un'altra mentalità».
Nonostante l'alta competitività, però, sono stati ben sei gli atleti toscani medagliati. «Oltre a me, Maria Cristina Giorgetti, Marco Pontermolesi e Paola Sacchetti per il longbow, Marco Cesari nell'arco olimpico e Michelangelo Fatini nel Compound Barebow. Una gioia che nessuno di noi dimenticherà facilmente e che è resa ancora più speciale dal clima di fraternità vissuto durante il mondiale».
L'arco, infatti, è davvero uno sport per tutti e anche ad età molto avanzate si può continuare a praticarlo a livello agonistico. «Uno dei ricordi più belli che porto con me, è stata la premiazione ai veterani. Tra noi italiani c'era una coppia, moglie e marito, di sessantotto e settant'anni, Sono cose che restano dentro e che mi fanno amare questo sport ancora di più».
Al rientro in patria, un aperitivo di festeggiamento attende Serena Gazzola. «Poi si torna ad allenarsi – conclude – con tante consapevolezze in più e in attesa delle prossime gare». Insomma, il Mondiale ha portato tanto entusiasmo.
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