Lutto
Dinamismo, grinta e... gruppo. Questo Golfo fa già paura
Venucci e capitan Bianchi indicano la strada, Tintori mostra la sua classe. Coach Cagnazzo: «Ottima partita, ma adesso testa bassa e lavorare»
PIOMBINO. La Solbat c’è. Dinamismo, grinta, amalgama. Una vittoria, quella di sabato sera per 84-77 nei trentaduesimi di finale di Supercoppa contro la corazzata Firenze, che ha mostrato una squadra gialloblù in ottima salute psicofisica, forse al di là delle aspettative dei tifosi.
Tranne Rossato, che non ha giocato, e Tintori, che è ancora indietro di condizione, gli altri otto giocatori del Basket Golfo hanno lottato su ogni pallone, hanno reagito al parziale di 0-16 del secondo quarto mostrando buona sintonia sia in attacco che in difesa e sotto le plance, dove i vari Tiberti, Azzaro e De Zardo hanno catturato molti rimbalzi, anche in attacco. Una squadra guidata dai due ispirati veterani Venucci e capitan Bianchi, con Tiberti e Piccone a colpire e pressare e con l’ottima difesa di De Zardo e Azzaro. Dopo un primo periodo perfetto (30-18) e il più 15 (35-20) siglato dal mortifero Bianchi, l’unico calo di intensità dei gialloblù è costato un parziale tremendo che ha riportato a galla i gigliati, condotti da un Laganà autore di 24 punti. Ma la reazione è stata uguale e contraria. Adesso, ai sedicesimi di finale di Supercoppa, i gialloblù proveranno a scavalcare l’arduo ostacolo rappresentato da San Miniato, altra squadra di grande valore, che sabato sera ha superato Empoli ai trentaduesimi. La soddisfazione in casa Solbat è tanta, ma guai ad alzare troppo i toni dell’entusiasmo, come ammonisce coach Damiano Cagnazzo. «Ottima partita, la nostra – spiega l’allenatore del Golfo – ma adesso testa bassa e a lavorare per migliorare. La strada è tracciata ma è lunga. È stata una partita vera e me lo aspettavo, contro avversari del genere. Abbiamo giocato con voglia e determinazione». Dei piombinesi, sabato sera, ha colpito la condizione atletica. «Stiamo lavorando tantissimo – dice Cagnazzo - e per il tipo di gioco che vogliamo proporre avremo sempre bisogno della miglior condizione fisica, dobbiamo mantenere ritmi molto alti. Sotto canestro abbiamo sofferto per alcuni minuti il loro lungo Di Pizzo, ma siamo stati dinamici e grintosi catturando molti palloni». Ispirati fin dall'inizio i due veterani Venucci e capitan Bianchi, i trascinatori della squadra. «Venucci non lo conosciamo oggi. Lui e Bianchi, fin dal primo giorno, hanno tracciato la strada ai compagni». Ancora indietro di condizione Tommaso Tintori. Il talento classe 2002 di Pescia ha bisogno di giocare e allenarsi duramente dopo quasi due anni di inattività, mentre Edoardo Pedroni ha dimostrato di essere sulla via del recupero. «Tommaso – spiega Cagnazzo - sta facendo quello che ci aspettavamo. Ha giocato poco in questi due anni e ha bisogno di trovare la condizione. Nel suo caso siamo in linea col percorso di crescita, ma ci vogliono tempo e lavoro. Per ciò che concerne Pedroni, è andato molto bene, è stato intenso e aggressivo, si è preso responsabilità in attacco e in difesa. Il suo recupero procede bene». L’amalgama, tra giocatori che fino a poco più di un mese fa neanche si conoscevano, è già a buon punto. «Quando giochiamo insieme in attacco e in difesa – sostiene il coach gialloblù - con determinazione anche nei momenti di difficoltà, siamo una squadra vera. E ieri lo siamo stati, soprattutto dopo il parziale di 0-16 che abbiamo subìto nel secondo quarto». Adesso, quindi, sedicesimi di finale contro San Miniato, che sabato ha battuto Empoli. Probabilmente mercoledì, sicuramente sul loro parquet. «Sarà una partita durissima – dice Cagnazzo – contro un’altra squadra di grande livello. Siamo pronti per affrontarla – conclude – come abbiamo fatto contro Firenze».
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