Gioco
Velasco, un elbano al Tour: «Ecco la mia Grand Boucle»
Il ciclista si sta riposando sulla sua isola dopo le fatiche in Francia. «Sono orgoglioso del risultato, per me è un punto di partenza»
PORTOFERRAIO. «Dopo un tour come questo c’era bisogno di recupero non potevo scegliere un posto migliore che la mia casa per una settimana di totale tranquillità».
Il ciclista elbano Simone Velasco dopo il tour de France dove si è classificato primo degli italiani, si è goduto un po' di riposo sulla sua isola da dove era partito per l’impresa francese con tanta voglia di dare il massimo e di far vedere quello di cui era capace. Restano indelebili quindi le tre settimane del tour de France a cui aveva partecipato con la speranza di “arrivare a Parigi”. E a Parigi ci è arrivato riuscendo a portare a termine e, anche bene, quella che ad ora è la gara più impegnativa della sua vita da sportivo professionista.
«Gli ultimi cinquanta chilometri sono ‘gara vera’» – ci dice – e proprio qui c’è stato un momento in cui ha rischiato di non finire il tour. Ma il destino o la sua capacità hanno deciso diversamente. Uno spettatore si è messo in mezzo alla strada mentre i ciclisti stavano andando ad una velocità di 60 chilometri all’ora. «L’ho agganciato con la leva destra – racconta Simone – per fortuna sono riuscito a non cadere. Sono contento di essere rimasto in piedi e di essere arrivato alla fine».
E ne è valsa la pena perché i risultati si sono visti. «Non avevo mai fatto un grande giro – racconta – mi ha reso orgoglioso partire subito proprio da questo tour, un’esperienza che mi ha motivato molto. Al momento che sei lì cerchi di fare il massimo e di essere di supporto per il team. Ho sempre cercato di fare tutto quello che potevo per la mia squadra ed alla fine direi che è stato un tour più che positivo, non tanto per i risultati ma per le prestazioni e anche per i miei compagni. Centrare una top ten di squadra con il capitano al tour de France è sempre motivo di soddisfazione».
Una soddisfazione più che meritata per Velasco che dopo molti anni di professionismo, è molto orgoglioso di come è andato il tour. «Le gambe alla fine c’erano e questa è la cosa che conta. È un buon punto di partenza per il finale di stagione», considera. Quelli del Tour de France per Velasco sono stati giorni di fatica, di impegno nella gara. Si è confrontato con i più grandi campioni del mondo del ciclismo e ce ne sono alcuni che hanno colpito il giovane ciclista elbano. Tra questi Van Aert che lui considera fortissimo su tutti i terreni, dal cronometro, alla volata, alla salita».
Simone intanto pensa ai prossimi appuntamenti in cui ha intenzione di migliorare ancora di più. Si sta già preparando alla ripresa in vista di un training camp in altura per arrivare al meglio il finale di stagione. E in questi giorni ha rireso la bicicletta sulle strade elbane ed ha avuto l’occasione di pedalare con qualche ragazzo dell’isola che come lui, considerato esempio, sogna di arrivare al professionismo. «Per me – racconta – è stata una soddisfazione poter essere un’ icona per loro, essere preso ad esempio. Il mio consiglio per chi si vuole avvicinare a questo sport è di non mollare mai e di metterci, non solo il 100% ma anche di più, perché come nella vita è necessario sempre dare il massimo per raggiungere gli obiettivi che ci simo prefissati».
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