Sicurezza
Serena, l’arciera “di campagna”: da Piombino al sogno Olimpiadi
La 40enne dalla mira infallibile partecipa ai mondiali in Slovenia. Ha iniziato a tirare con l’arco a San Vincenzo, poi è stato un crescendo di passione
PIOMBINO. È nata nell'82, è di Piombino, è campionessa regionale nel tiro di campagna con paglione classico e campionessa italiana nel tiro 3D e dal 28 agosto al 3 settembre sarà impegnata in Slovenia per i campionati mondiali di tiro con l'arco.
Queste, alcune delle informazioni da sapere su Serena Gazzola, arciera piombinese che negli ultimi anni ha ottenuto una serie di riconoscimenti nazionali e internazionali e la cui carriera è tutta in ascesa.
«Ho iniziato a tirare con l'arco a San Vincenzo – racconta Serena – dove ho conosciuto Fausto Biagetti, tecnico federale che mi ha cresciuta e che ancora oggi mi segue. Prima tiravo con il longbow, l'arco di Robin Hood per capirsi, con cui sono diventata anche campionessa europea. Ma dopo una pausa di qualche anno, ho deciso di ricominciare cambiando tutto, a partire proprio dalla tipologia di arco. Oggi mi alleno a Piombino grazie al circolo Magona, che mi mette a disposizione uno spazio dove posso allenarmi quando voglio».
Dopo tre anni di Compound – questo il nuovo arco – Serena sente ancora di essere nella «fase conoscitiva» dello strumento, nonostante i già ottimi risultati raggiunti.
«La gara è un momento di apprendimento – spiega – dove si scoprono le malizie osservando gli atleti più esperti e tirando vicino a loro. Ma anche trovandosi a gareggiare sotto la pioggia, nelle varie distanze, con i piedi nel fango. Come se si fosse in una vera e propria battuta di caccia».
Serena, infatti, tira con il classico “paglione” ma anche nel bosco nella specialità “3D” con le sagome dei vari animali.
«Gare che durano anche quattro o sei ore e che ti mettono di fronte tutti gli ostacoli possibili, per spingerti sempre un po' al di là dei tuoi limiti». Due sono le federazioni di tiro con l'arco riconosciute dal Coni di cui Serena Gazzola fa parte: la FITArco, tramite l'Asd Gherardo Leonardo d'Appiano, dove rappresenta la Toscana nella coppa delle regioni e la Fidasc, con cui ha vinto la gara di selezione ed è entrata nella nazionale italiana.
«Capire come funzionano le categorie è complicato – ride – ma l'importante è sapere che ci sono vari tipi di arco e vari tipi di gare. Il bello del tiro con l'arco, però, è che le fasce d'età sono molto ampie e si può continuare a competere fino ad un'età molto avanzata, dato che l'esperienza è fondamentale per la riuscita della gara».
Ad oggi, Serena è nella categoria seniores, che raggruppa tutti gli atleti tra i 18 e i 49 anni. E quando a Serena si chiede se, ottenuta la partecipazione mondiale, le Olimpiadi non possano essere il prossimo sogno da raggiungere, la rispsota arriva in automatico. «Un passo in quella direzione è stato fatto – spiega – perché da quest'anno il compound, l'arco con cui gareggio, dovrebbe rientrare tra le tipologie olimpiche. Le mie gare, invece, 3d e campagna, non hanno ancora trovato spazio tra le discipline olimpiche. Chissà cosa accadrà in futuro». Insomma, sognare le Olimpiadi non costa niente. Intanto, però, i campionati mondiali di agosto aspettano Serena, che nella terra di Slovenia rappresenterà la sua società Fidasc, le Aquile nere di Suvereto.
«Come per ogni tipologia d'arco, anche per la mia saremo un uomo e una donna a rappresentare l'Italia. Un sogno che si realizza e una responsabilità che voglio portare a termine nel miglior modo possibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
