Gioco
Piombino difende il suo stadio, Madau contro Tancredi: «Rispetto per il Magona»
Il ds replica allo storico dirigente livornese che ha definito lo stadio nerazzurro «una struttura vergognosa»
Piombino. Le parole talvolta pesano. Specialmente quando toccano dei beni cari, simboli identitari di una comunità. È quello che è accaduto a Piombino, tra gli appassionati di calcio, affezionati alla storia nerazzurra.
Le parole, in questo caso, sono arrivate da Livorno, pronunciate dall’ex direttore sportivo degli amaranto Roberto Tancredi, tra i promotori del nuovo corso del Livorno Calcio ripartito dal campionato di Eccellenza e che in Eccellenza - a meno di ripescaggi dell’ultim’ora - giocherà anche il prossimo anno dopo la sconfitta ai play off contro il Pomezia. «I tifosi del Livorno sono stati eccezionali – ha detto Tancredi in un’intervista rilasciata al Tirreno – hanno seguito la squadra ovunque, anche in alcune strutture vergognose, come Piombino, la prima che mi viene a mente». Apriti cielo, la polemica è scattata in automatico, con tanti tifosi nerazzurri che hanno ricordato come, in occasione della partita di andata dell’ultimo campionato di Eccellenza, i supporters amaranto siano stati ospitati in tribuna e in gradinata, con i tifosi locali relegati in Curva Tolla. Quella partita costò persino una giornata di squalifica dello stadio Armando Picchi, dopo che il guardalinee fu ferito al polpaccio dal lancio di un petardo da parte della tifoseria labronica. Insomma, a distanza di mesi, le parole dell’ex diesse Tancredi non sono passate inosservate. Tanto che, a rispondergli, è il direttore sportivo del Piombino Enzo Madau: «Tancredi ha definito lo stadio Magona vergognoso – sono rimasto sorpreso e basito leggendo quelle parole pronunciate da un uomo di calcio di grande esperienza e che ho avuto la fortuna di conoscere da oltre 40 anni».
Il termine «vergognoso» associato al Magona non è andato giù a Madau, storico dirigente del Piombino, tornato in sella quest’anno per rilanciare la squadra in Promozione, dopo la retrocessione dall’Eccellenza. «Di cose vergognose a Piombino ce ne sono, certo – racconta Madau – basti pensare ai 1.200 lavoratori in cassa integrazione da otto anni o magari al rigassificatore che potrebbe essere installato in città, ma il Magona no – spiega Madau – sono il primo a dire che lo stadio necessita di interventi migliorativi, ma questa struttura ha una storia di tutto rispetto, di cui si sente ancora l’odore girando tra le stanze, i corridoi, guardando le foto appese e percorrendo il sottopassaggio». Detto questo, il direttore sportivo nerazzurro sa bene che non ci si possa fermare a ricordare la storia passata. «L’impegno è quello di migliorare il terreno di gioco prima dell’inizio della stagione, in modo da mettere i giocatori del Piombino nelle condizioni migliori per giocare a calcio». «Si dice che il campo di calcio sia lo specchio di una città – conclude il direttore sportivo Enzo Madau – quindi c’è da lavorare, perché Piombino è una città bella che ha tanto da dare e ogni anno vede aumentare il numero dei turisti che la visitano». Come dire, uno stimolo in più per migliorare lo stadio simbolo, tanto caro ai piombinesi. l
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