Il Tirreno

«Pensavamo fosse facile, così abbiamo commesso delle vere scelleratezze»

F.M.
«Pensavamo fosse facile, così abbiamo commesso delle vere scelleratezze»

Coach Friso è dispiaciuto dopo la partita persa dai suoi giocatori Oltre al risultato non è piaciuto l’atteggiamento della squadra 

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L’intervista

Quello che si presenta in sala stampa alla fine del match, è un Massimo Friso piuttosto deluso.

Deluso dal risultato, ma anche (lo lascia intendere) dall’atteggiamento dei suoi che più volte ha lasciato a desiderare in una partita così importante. «C’eravamo illusi che fosse una partita facile nei primi due quarti – dice proprio Friso – abbiamo segnato 43 punti con tratti di gara in cui potevamo andare sopra anche di 15 ma abbiamo fatto delle scelleratezze incredibili. Giocavamo ovviamente anche sulle loro sicurezze, Langhe Roero era una squadra che non vinceva in trasferta da qualche giornata (ultima vittoria il 17 ottobre in casa della Libertas Livorno, ndr). Dopo l’intervallo, pensavo di aver dato più convinzione in termini di maggiore attenzione e invece abbiamo fatto tutto il contrario: loro, che comunque sono una buona squadra, hanno iniziato a crederci e noi abbiamo permesso di fare qualunque cosa. È vero –continua – abbiamo segnato poco con tiri da tre punti molto aperti: quando non segni possiamo farci poco anche perché non abbiamo una difesa così clamorosa. Nel terzo quarto siamo stati poco equilibrati nelle scelte e alla fine è arrivata l’angoscia derivante dal dover rimettere in piedi con il canestro che non l’abbiamo più visto. Colpa nostra, c’erano state delle avvisaglie in settimane: sembravamo un po’ stanchi dalla rincorsa ma questa era un’occasione importante. Torniamo adesso nel calderone della bassa classifica: ci siamo riguadagnati il dover riprendere un’altra rincorsa, una volta terminate le feste. Dipenderà da noi stabilire se Piombino lotterà per un posto ai playoff oppure per evitare la retrocessione. Forse ci eravamo illusi di essere una forza ma se non giochiamo con il massimo impegno e con la lucidità non possiamo battere gli altri: non abbiamo più armi degli altri, abbiamo esattamente le stesse e se giochiamo con una marcia in meno diventa difficile».



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