Sicurezza
Sos Piombino, ora la crisi è gravissima
Classifica quasi disperata dopo il tracollo col Livorno Servono urgentemente rinforzi. Ma anche più aggressività
Francesca Lenzi
piombino. Si è conclusa domenica pomeriggio, con il derby al Magona contro il Livorno, la settimana horribilis del Piombino che, con le sconfitte subite per mano di Cuoiopelli, San Miniato (nel turno infrasettimanale) e, per l’appunto, Livorno, mette in fila sei insuccessi consecutivi che relegano i nerazzurri all’ultimo posto in classifica a quota cinque punti. L’avversario più vicino è la Colligiana con 8 punti.
Per il Piombino il momento è durissimo, condizionato sicuramente da infortuni che pesano nell’economia di una rosa che, senza Fiaschi e Giordano, abbassa di molto l’età media oltre che l’esperienza. Nella gara di domenica contro gli amaranto, ma anche in precedenza con altri avversari meno blasonati, si è vista tutta la differenza di spessore fra l’organico nerazzurro e gli altri presenti nel girone B dell’Eccellenza. Un girone di per sé già complicatissimo, con un tasso tecnico-tattico di prim’ordine. Al Piombino, oltre ai giocatori d’esperienza – restano fra i senatori Kevyn Catalano e Vincenzo Quarta – manca l’aggressività che, al di là dell’età, dovrebbe esserci. A maggior ragione in un gruppo giovane come quello guidato da Tiziano Di Tonno. E invece la sensazione è che alla squadra manchi vigore, entusiasmo e carattere. Con il Livorno, nonostante il chiaro divario tecnico, è venuta meno la combattività e la cattiveria agonistica. Chi ha visto la partita del Magona ha avuto ben chiaro, fin dalle prime battute, come il Piombino non avrebbe fatto gol nemmeno con le mani. Si può parlare del vento contro della prima mezz’ora di gioco, e dello scarto indubbio fra i due organici. E pure del turno di riposo che ha assolto i livornesi dal turno infrasettimanale. Tutto vero. Ma è stata un’autentica pena vedere una squadra in balia dell’avversario. Senza contare la dimensione del risultato finale. Una sconfitta con risultato tennistico. Uno 0-6 che fa male. E, in precedenza, c’erano stati le debacle con Cuoiopelli (0-3) e San Miniato (1-4).
Urge tornare sul mercato (al via da domani). Pare l’unica certezza del momento. Per prendere chi? Beh, intanto occorrerà valutare le condizioni di Fiaschi e Giordano che in settimana dovranno sostenere degli accertamenti. In base alla previsione del loro recupero, si potrà agire. Un po’ in tutti i reparti, a eccezione del centrocampo dove la società si ritiene a posto con l’arrivo di Ferraù. E poi bisogna vedere quali profili si troveranno sul mercato. Solo allora sarà possibile valutare anche eventuali uscite.
«Quella con il Livorno non era una partita nella quale pensavamo di portare a casa il risultato – le parole di Francesco D’Amore, direttore sportivo del Piombino – Contro una compagine come quella amaranto non dico che fosse normale perdere, ma ci stava. Sono altre le partite sulle quali misurarsi. Meno male che adesso abbiamo la sosta, per ripartire con qualcosa di buono e provare in maniera concreta a salvarsi. Questa settimana di riposo ci concederà un po’ di calcio mercato, con il quale vedremo di sistemare la squadra, in particolare laddove siamo più indietro rispetto ad altre società. Se faremo anche mercato in uscita? Intanto vediamo chi prendere e dove. La squadra necessita di rinforzi in tutti i reparti. Guardiamo cosa offre il mercato, e poi valuteremo il da farsi. Nelle prime partite, con la rosa al completo, ci siamo tolti qualche piccola soddisfazione. Poi, da squadra giovane quale siamo, perdendo per infortunio alcuni over, come Fiaschi e Giordano, fulcro della difesa, è andata com’è andata. Infatti inizialmente non prendevamo sconfitte con così tanti gol. Evidentemente eravamo più quadrati. Gli infortuni hanno inciso molto sul percorso che stiamo facendo».
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