Gioco
La sfida si gioca solo sugli spalti Il Livorno ne fa sei al Magona
Oltre 600 tifosi nello stadio piombinese (400 quelli labronici) per una partita senza storia, da subito nelle mani degli ospiti
Francesca Lenzi
piombino. Ingressi separati, controllo del Green pass, forze dell’ordine e steward presenti. E poi oltre seicento biglietti strappati. 400 quelli dalla parte amaranto, 250 i ticket nerazzurri.
Non capita tutti i giorni al Magona di vedere un simile spiegamento, segno dell’importanza di una partita sui generis per la categoria dell’Eccellenza. A giustificare la singolarità dell’evento è il Livorno, nobile decaduta e ripartita quest’anno dal basso. L’ammazza-campionato per definizione ma neppure così imbattile, vista la sconfitta che i labronici avevano subito per mano del San Miniato nell’ultimo turno. Per questo motivo il Livorno, e i suoi tifosi, al Magona ieri sono arrivati più agguerriti che mai, consapevoli di dover al più presto archiviare nell’oblio l’insuccesso di sette giorni prima.
Entrata dalla biglietteria dell’ex campino marrone la tifoseria ospite, sistemata per tutta la gradinata. Accesso da via Mina per i supporters piombinesi, accomodati in curva Tolla.
Pre-partita caldissimo per i tifosi labronici dotati di bandiere, tamburi, petardi e fumogeni. Proprio lo scoppio di un mortaretto nei pressi di uno dei guardalinee ha provocato un ritardo di dieci minuti sull’inizio della partita, per le relative cure all’assistente arbitrale.
Pronti, attenti, via e il Livorno ingrana subito la quarta: al 2’ Torromino calcia in diagonale e prende in pieno il palo alla destra della porta difesa da Petruccelli. Se il buongiorno si vede dal mattino, per i nerazzurri c’è poco da stare allegri. Una punizione di Ferraù uscita di poco è il preludio dell’assolo amaranto. O, se vogliamo dire, dell’agonia del Piombino.
Al 17’ capitan Ferretti approfitta di un quasi assist di Di Muni per appoggiare il rete l’1-0 ospite. Due minuti più tardi è Apolloni a raddoppiare con un bella conclusione da fuori are. Al 22’ ancora Curcio, protagonista in negativo, atterra Nunzi in area. Per l’arbitro è rigore. Sul dischetto va Torromino che spiazza Petruccelli.
Partita finita. Virtualmente? No, in tutti i sensi. Il Piombino, assediato fin dai primi minuti del match dagli avversari e da un vento contrario all’azione di gioco, non ha la forza minima per reagire. Se ne rendono conto anche giocatori e tifosi livornesi che, sulla tripletta, si acquietano.
Nel primo tempo resta un’incursione in velocità di Catalano sulla sinistra con tiro incrociato che si perde fuori bersaglio.
La ripresa si apre con una punizione di Dublino senza grosse pretese. E al 13’ arriva il poker labronico: Nunzi suggerisce per Ferretti che, in pallonetto, supera Petruccelli. Al 27’ erroraccio difensivo della retroguardia piombinese, sul pallone c’è Nunzi che, da due passi, a porta praticamente vuota, calcia incredibilmente fuori.
Niente paura, la cinquina è nell’aria e arriva al 33’ grazie a uno svarione di Petruccelli che, sbaglia il controllo, e si fa rubare palla da Ferretti per il 4-0 livornese.
Ma non finisce qui: al 36’ Apolloni realizza al doppietta portando a sei i gol degli ospiti.
A tempo scaduto, Ferraù ci prova su punizione, ma la conclusione è abbastanza telefonata e Pulidori blocca.
Cinque i minuti di recupero e poi scoppia la festa amaranto, con i giocatori che vanno a ringraziare i propri tifosi sotto la gradinata. In curva Tolla c’è, invece, ben poco da festeggiare, per quella che di fatto è la sesta sconfitta consecutiva, che “consolida” l’ultimo posto in classifica.
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