Gioco
Ferrini, il sogno continua L’elbano del beach soccer brilla in maglia azzurra
Il giocatore di Portoferraio ha messo a segno tre gol nella tappa europea della nazionale a Frejus (Francia)
Francesca Lenzi
portoferraio. Pantaloncini, sabbia e pallone. Tre parole che vogliono dire divertimento. Sempre. Sia che a tirar calci sia un gruppo di amici sulla spiaggia, sia che a giocare siano squadre strutturate con atleti bravi es esperti.
Francesco Ferrini rientra nel secondo caso. Classe 1991, nato a Portoferraio, il calciatore ha militato in varie categorie dilettantistiche, vestendo diverse maglie, fra cui quella nerazzurra del Piombino. Occhio attento e piedi buonissimi, l’elbano ha trovato, però, nel beach soccer la sua naturale dimensione, riuscendo a togliersi belle soddisfazioni.
Il colpo di fulmine con il pallone sulla sabbia avviene in occasione di un torneo organizzato a Procchio e legato alla visita della nazionale azzurra sull’Isola d’Elba. L’allora tecnico, Maurizio Iorio, vede Ferrini, detto Ferro, e ne rimane impressionato, tanto da chiamarlo per alcune partite, compreso un torneo internazionale dove l’elbano ottiene due premi (miglior giovane e gol).
Da lì in avanti è tutta una discesa per Ferrini che veste più volte la maglia azzurra, e viene selezionato dall’Italia Beach Soccer per i mondiali in Brasile. La competizione viene, tuttavia, bloccata dalla pandemia ed è ancora in divenire. Per entrarvi a far parte, si stanno tenendo in giro per il globo alcune tappe a grandi aree.
L’Italia ha sostenuto due tappe europee. La prima in Croazia, lo scorso agosto, la seconda, pochi giorni fa, in Francia, a Fréjus. «C’eravamo noi, i padroni di casa, il Portogallo e la Croazia – racconta Ferrini – Io ho giocato quattro gare e realizzato tre gol. Purtroppo abbiamo perso la finale contro i francesi che dalla loro avevano nomi importanti. Siamo, comunque, entrati di diritto ai mondiali e va bene così. Non solo. Era presente a Fréjus anche il presidente della federazione portoghese che, numero uno pure di una squadra del campionato, mi vuole per disputare la finale europea a sedici club. Un impegno di quattro giorni che mi terrà impegnato il giusto. Anche perché mi sono appena sposato e, altrimenti, la mi’ moglie mi butta fuori casa (ride, ndr).
Il beach soccer è bellissimo – conclude Ferro – è uno sport che dà proprio il senso del divertimento puro, al di là del risultato sportivo. È più spettacolare del calcio normale e attira anche i non appassionati. E poi andiamo sempre a giocare in posti caldi e belli. Vuoi mettere?».
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