Toscana
Quattro sberle ma all’Ardenza è stata una festa
Dopo il ko del Piombino in Coppa con il “grande” Livorno. D’Amore: «Mica possiamo rincorrere la corazzata amaranto»
Luca Centini
PIOMBINO. «Non sono queste le partite che dobbiamo vincere. Mica possiamo metterci a rincorrere il Livorno. Abbiamo perso 4-0, è vero, ma quella di mercoledì sera è stata una festa per i nostri ragazzi. Una serata da ricordare». Così Francesco D’Amore, diretto sportivo dell’Atletico Piombino, commenta la partita disputata allo stadio Armando Picchi di Livorno. Il Piombino ha retto per circa un’ora contro la corazzata amaranto, poi si è sgretolato di fronte alle giocate da categoria superiore di gente come Torromino, Vantaggiato e Ferretti. Il 4-0 la dice lunga sulla differenza dei valori in campo. Ma questo, del resto, si sapeva. Per uscire indenni dallo stadio Ardenza sarebbe servito un miracolo. E il passivo pesante non ha comunque scalfito l’emozione dei giovanotti nerazzurri (mercoledì, giusto per fare due nomi, sono scesi in campo dal primo minuto i due classe 2004 Paini e Barchi), che hanno calcato il manto erboso di un campo che in passato ha ospitato i match di Serie A, hanno lottato con il coltello tra i denti contro ex giocatori professionisti guardati fino a poche stagioni fa in televisione come Vantaggiato e Mazzoni, e hanno persino incontrato il mitico Igor Protti, ex capocannoniere di Serie A e bandiera del Livorno. «Ci ho parlato per una ventina di minuti, lo conoscevo già ed è sempre un piacere incontrarlo», ha detto il diesse nerazzurro D’Amore. Ma dopo il fischio di inizio il momento dei saluti e dei convenevoli è terminato. Di Tonno ha schierato la squadra con un prudente 3-5-2, cercando di tenere i reparti il più stretti possibile, in modo da togliere campo ai livornesi che, con spazio, hanno le armi tecniche per fare male in ogni singola azione. Il risultato si è visto. I piombinesi hanno giocato con attenzione, creando difficoltà al Livorno che, come poi confermato dallo stesso allenatore Buglio, non hanno disputato un buon primo tempo. «Un tiro angolato e velenoso di Catalano ci ha fatto pure sussultare – racconta D’Amore – ma il portiere loro è stato bravo. Poi, nella ripresa, la differenza dei valori in campo si è vista. Del resto Buglio schiera alcuni giocatori che noi abbiamo visto in televisione. Non possiamo competere contro il Livorno. Abbiamo perso, ma è stata davvero una bella serata per tutti noi, a partire dai nostri giocatori che sono stati bravi, hanno lottato su ogni pallone giocando anche bene. Scendere in campo al Picchi è stato emozionante».
L’allenatore del Piombino Di Tonno è stato l’unico a far prevalere la ragione sulle emozioni. A tale proposito, pur godendosi la serata al Picchi, ha gestito le energie in vista della sfida di campionato in programma domenica al Magona contro il Castelfiorentino. In quell’occasione il risultato sarà certamente più importante, con i nerazzurri che proveranno a conquistare i primi punti della stagione.
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