Il Tirreno

il personaggio 

L’elbano Francesco Ferrini gioca e segna sulla sabbia con la maglia della nazionale

Francesca Lenzi
L’elbano Francesco Ferrini gioca e segna sulla sabbia con la maglia della nazionale

Il calciatore è reduce dalla prima tappa europea per la qualificazione ai mondiali Dopo la Croazia, a ottobre gli azzurri saranno in Francia per il torneo decisivo

3 MINUTI DI LETTURA





Francesca Lenzi

portoferraio. «Sarà una bellissima esperienza, di quelle da portarsi dietro tutta la vita».

Così parlava al Tirreno il 2 febbraio scorso Francesco Ferrini, convocato dall’Italia Beach Soccer per i campionati mondiali che si sarebbero dovuti disputare a Rio de Janeiro dal 21 al 29 marzo.

Peccato che al tempo il coronavirus aveva già fatto capolino, per arrivare poco dopo in Italia. E tutto, alla fine, è saltato. Mondiali, quindi rinviati, così come l’entusiasmo dell’elbano, classe 1991, di Portoferraio, nato calcisticamente nelle giovanili dell’Audace, per approdare da ragazzo al Piombino, dov’è rimasto sei stagioni, partendo dalla Prima categoria fino ad arrivare all’Eccellenza. Lasciato il continente per tornare sull’isola, Ferrini gioca nuovamente a Portoferraio, prima di riparare in Terza categoria con la maglia del Porto Azzurro, dove milita tutt’ora. Un campionato che sta stretto all’elbano, giocatore dai piedi buonissimi, costretto a volare basso per impegni professionali (lavora all’agenzia assicurativa Assifreedom). E qui s’infila, fra le maglie del vorrei ma non posso, il beach soccer, grande passione di Ferrini, nata anni prima durante un torneo di dieci giorni organizzato a Procchio e legato alla visita della nazionale azzurra all’Isola d’Elba. Lì c’era anche il tecnico Maurizio Iorio che vede giocare Ferrini e lo seleziona per alcune partite, oltre a un torneo internazionale in Tunisia, nel quale l’elbano vince i riconoscimenti per il miglior giovane e il miglior gol. E il sogno si realizza conla chiamata per Rio de Janeiro, ma il Covid ferma i mondiali. Praticamente fino a pochi giorni fa, quando il percorso riparte con la prima tappa europea per la qualificazione. Gli azzurri, compreso Ferrini, sotto la guida di mister Max Caruso, partono lunedì scorso per Umago, in Croazia e affrontano due gare: la prima contro i padroni di casa, la seconda con la Francia. Entrambe le partite, come da regolamento, si svolgono 5 contro 5, per tre tempi da 12 minuti l’uno.

«Peccato per quell’occasione sfumata nel febbraio dell’anno scorso – spiega Ferrini – Ma ora ci siamo di nuovo, con queste tappe europee per le qualificazioni. Contro la Croazia abbiamo vinto, e io ho segnato il golden gol ai supplementari a dieci secondi dalla fine del match. Con la Francia, invece, abbiamo perso 7-5, ma fra di loro c’erano giocatori come Menez e Flamini. A ogni modo, ci siamo qualificati per la prossima tappa che sarà proprio n Francia, a Fréjus dal 15 al 18 ottobre. Lì sarà ancora più dura. Oltre ai locali, ci saranno anche Inghilterra, Portogallo, Spagna e, ancora, Croazia».

E da quella competizione usciranno le squadre europee qualificate per i mondiali che, probabilmente si terranno tra febbraio e marzo.

«Alla fine meglio averli rinviati che giocati a porte chiuse – dice Francesco Ferrini – Il beach soccer è un ambiente di aggregazione. Deve essere una festa. Senza pubblico, perde il suo fascino, come e più del calcio. Rivestire, dopo tanto tempo, la maglia della nazionale è stato bellissimo. Com’è bello giocare per il proprio paese e confrontarsi con altri giocatori dal passato, più o meno recente, importante. Ringrazio i colleghi di lavoro per darmi la possibilità di fare questa esperienza».

E, intanto, a settembre l’elbano si sposa. Quando? Il 25. «Nel mezzo agli impegni col beach soccer», sorride Ferro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato